giovedì 22 settembre 2016

Questi germi brutti e cattivi...


Lavati bene le mani prima di venire a tavola....

Quando si è incinte bisogna lavare con l'amuchina la frutta e la verdura ... 
ma l'amuchina è candeggina, stinge i panni chissà cosa combina dentro di te....
non importa, risciacquo bene tutto ma non voglio far ammalare mio figlio....

Non farti leccare in faccia dal cane o dal gatto e lavati bene dopo averlo accarezzato....

Cuociamo bene queste verdure (o qualunque altro cibo) così si eliminano tutti i batteri e siamo sicuri...

Quante volte ho sentito queste parole e tante altre del genere da bambina e quante volte le sento ancora ora...

frutto della Paura, paura indotta, non reale...

dopo aver letto tanto sull'Igiene Naturale e sulle cause reali delle malattie mi fanno sorridere queste parole... a volte mi scaldano un po', vorrei urlare che non c'è nessun germe cattivo o virus o batterio che viene da fuori, ci attacca e se non laviamo e sterilizziamo tutto ci distrugge... 
è tutto nella nostra testa e siamo solo noi i peggiori nemici di noi stessi: 
facendo pensieri depotenzianti, provando emozioni a bassa frequenza e alimentandoci con cibi non adatti a noi...

la società, la cultura, i libri di scuola ci hanno insegnato che c'è sempre un nemico da combattere: uno contro l'altro... la vita è dura e se non prevarichi sull'altro sarai prevaricato tu e questo si vede in tutti i campi... soprattutto in medicina: è tutto un ANTI: antibiotico, antipiretico, antiinfiammatorio....

non dobbiamo combattere le malattie, dobbiamo solo comprenderle... hanno un messaggio per noi, vanno ascoltate, comprese e dobbiamo solo assecondare la naturale e spontanea autoguarigione del corpo con una corretta alimentazione e/o un digiuno e soprattutto dobbiamo cambiare atteggiamento e forma pensiero che hanno creato la malattia... 

in questo articolo ho spiegato il meccanismo: Connessione tra piano fisico e piano emozionale.

La Paura indotta, che sia dei germi o di uomini cattivi, o delle catastrofi o di qualunque altra cosa o persona è talmente radicata che è davvero difficile far comprendere alle persone chi è il vero nemico e quanto sia infondata questa paura che blocca la nostra energia, la nostra creatività, la nostra voglia di vivere e la nostra Gioia...

vedo persone talmente prese dal continuo lamentarsi di tutto che perdono di vista la Bellezza di tutto, si fermano lì a fissare un certo problema (reale o no) e nel frattempo scorre la loro vita perdendo ciò che di Bello la Vita ci regala ogni giorno.

Fateci caso: pubblicate su facebook una frase bella e gioiosa e sì ci sarà un po' di seguito ma pubblicate una frase di bassa frequenza (anche di poco) e subito pioveranno commenti, mi piace etc...

già da un po' ho smesso di condividere immagini o frasi di bassa frequenza sui social e sui blog e cerco di farlo anche nella vita reale.

Rendiamoci consapevoli che la nostra mente è l'unico nostro vero nemico, o meglio non è un nemico, semplicemente ci fa pensare e porta fuori di noi nel mondo quello che abbiamo da risolvere dentro di noi... 

abbiamo talmente tanto nascosto il nostro lato oscuro pur di non soffrire che dimentichiamo di averlo ma lo dobbiamo risolvere, trasformare, abbracciarlo e riconoscerlo per poter finalmente sentirci completi e felici 

ma l'Universo (attraverso la nostra mente) come lo fa? Proiettiamo fuori di noi persone con un certo atteggiamento che ci irrita e ci fa accadere eventi per farci osservare esternamente quel lato oscuro, quel nostro difetto che abbiamo tanto faticato per nascondere...

Apparentemente sono andata fuori tema, in realtà credo ci sia un collegamento in tutto, come quando cerchi una risposta e la trovi leggendo una frase in un libro o ascoltando una canzone...

La società, la cultura, i libri scolastici, i libri di medicina ci hanno abituato a pensare che io e te siamo separati e che se mi viene un male è perchè viene da fuori di me e lo devo combattere... devo prendere un veleno anti, devo lavare bene le mani, il tumore è dovuto a qualcosa di fuori da me, sono cellule che impazziscono all'improvviso, la vita così diventa solo una continua paura, una continua lamentela...

iniziamo a diventare dei Gastoni, lasciamo perdere quello sfigato di Paperino....

prendiamo in mano la nostra vita, diffondiamo nel mondo solo Amore e Gioia e quando qualcuno mi ricambia con rabbia o qualsiasi altra emozione "negativa" vediamolo come uno specchio... come reagiremmo con noi stessi? 

Io sono Te

Con Amore

Mary




mercoledì 14 settembre 2016

Logosintesi: ovvero come aiutarsi con le parole

... La coscienza si può cristallizzare nel passato, nella rappresentazione interna di episodi non gestibili altrimenti …
La coscienza si può cristallizzare nel futuro, mediante l’immaginazione automatica di situazioni diverse dalla realtà
Ancora, la coscienza si può congelare in una credenza: idee politiche, scientifiche, religiose, psicologiche etc. possono influenzare pesantemente uomini e popoli, alterandone la capacità di esprimere il loro pieno potenziale.
Logosintesi è il mezzo per riportare tutto al tempo ed al luogo giusti, ovvero in allineamento con l’Essenza. ...



Per capire che cos'è la logosintesi partiamo dalla prima affermazione:

“Recupero tutta la mia energia legata a questo ricordo, e la riporto nel posto giusto in me stesso/a”.

Un individuo che pronunci questa frase dopo aver focalizzato un ricordo doloroso, molto probabilmente farà un’esperienza memorabile. Le caratteristiche sensoriali della scena tenderanno a mutare, facendosi sempre meno definite. Le reazioni corporee ed emotive al ricordo, quali tensione, rabbia, paura, dolore saranno sempre meno evidenti, ed in taluni casi scompariranno come neve al sole. Magia?

Per qualcuno potrebbe sembrarlo, invece trattasi di logos syn thesis ovvero riunire mediante le parole: si richiama quel frammento del sé che si era “staccato” al momento dell’evento doloroso e che era rimasto letteralmente congelato nello spazio e nel tempo, dando luogo ad una sorta di enclave energetica.

Nel 2005 il Dr. Willem Lammers, psicoterapeuta con esperienza clinica ultratrentennale, ha fatto una serie di scoperte che l’hanno condotto ad ideare un nuovo modello di auto-aiuto e di cambiamento guidato: Logosintesi.

Il metodo della Logosintesi
Le radici di questo metodo affondano nelle viscere della storia umana, in tempi nei quali lo sciamano era considerato il punto di riferimento del villaggio per le sue capacità di interagire con il mondo del sovrasensibile. Tra le varie culture sciamaniche troviamo un’idea comune a varie latitudini: un evento traumatico crea un “frammento d’anima”, una scheggia di coscienza che si separa e si isola dal tutto per gestire l’evento e le sue conseguenze. Uno dei ruoli dello sciamano è quindi quello di aiutare il sofferente, mediante specifici rituali, nel recupero di quel frammento così che la sua consapevolezza possa tornare (un po’ più) intera. Inoltre, spetta sempre all’uomo di medicina la cacciata degli spiriti maligni (leggi: energia estranea) dalla coscienza dell’individuo.

“Allontano tutta l’energia estranea collegata a questo ricordo, da tutte le mie cellule, dal mio corpo e dal mio spazio personale, e la rimando nel luogo e nel tempo a cui realmente appartiene”.

Gli elementi percettivi dell’esperienza dolorosa, che il soggetto ha inconsciamente trattenuto, vengono finalmente rilasciati in seguito all’enunciazione di questa frase. L’energia di persone, luoghi, idee, credenze viene restituita in flusso al legittimo “proprietario”, favorendo un sostanziale riequilibrio ed una ulteriore presa di coscienza. La frase di allontanamento costituisce il punto due del processo di Logosintesi, ed è spesso risolutiva senza essere vanamente consolatoria. Diversamente da approcci che cercano di compensare un vissuto doloroso mediante la reinterpretazione cognitiva, Logosintesi prevede il ripristino della coscienza (energia) allo stato fluido, ovvero alla possibilità di rispondere alla vita nei modi più efficaci. Nessun giudizio, nessuna comparazione: dato l’evento X rimasto cristallizzato nell’orizzonte spazio-temporale, si utilizza il potere della parola per recuperare il frammento del sé che si è staccato dalla coscienza (dissociazione), e per allontanare ciò che non appartiene ed è rimasto come un ologramma nello spazio personale (introiezione).

A partire dall’accadimento di X e della sua cristallizzazione, l’individuo inizia a reagire ad esso mediante emozioni, sintomi fisici e azioni, che possono coagularsi in schemi cognitivi e comportamentali. Talvolta queste reazioni vanno avanti per anni (si pensi al disturbo post traumatico da stress) e continueranno a farlo fino a quando nella rappresentazione dell’evento non sia stato ripristinato il flusso.

Ecco allora la terza frase di Logosintesi:

“Recupero tutta la mia energia legata a tutte le mie reazioni a questo ricordo, e la riporto al posto giusto in me stesso/a”.

Dopo l’enunciazione di queste parole il soggetto, che già aveva trovato sollievo dalla vaporizzazione dell’evento, può smettere di reagire ad esso (anche se lo faceva da mesi o anni) realizzando una verità facile da afferrare cognitivamente solo se la parte più arcaica del cervello è liberata. L’evento appartiene al passato, tuttavia la sua traccia (che è stata bonificata grazie alle prime due frasi) veniva reiterata continuando così a generare reazioni inutili e spesso dannose. L’individuo ha così elaborato qualcosa fino ad allora indigesto, ha smesso di reagire in modo meccanico ad un evento del passato ed ha a disposizione il suo potenziale di consapevolezza (che varia da persona a persona) per poter vivere il presente.


I quattro principi della Logosintesi
La Logosintesi è strutturata su quattro principi fondamentali che illustrano l’origine della sofferenza umana, il modo con il quale si perpetua ed una via per uscirne.
1. La sofferenza deriva da una perdita di contatto con l’Essenza, la natura spirituale dell’essere umano.
2. Introiezioni e parti dissociate creano e mantengono questo stato di disconnessione.
3. Introiezioni e parti dissociate sono ologrammi congelati presenti nello spazio di percezione.
4. Il potere della parola permette di dissolvere questi ologrammi, riportando l’energia in flusso.
La possibilità di manifestare la coscienza è il tratto peculiare dell’essere umano. Possiamo definirla come la capacità di comprendere ciò che accade, oltre che ad influenzarlo. La coscienza varia in base all’età, alle esperienze pregresse, alle caratteristiche genetiche ed alle memorie genealogiche, alle attitudini e alle abitudini cognitive e comportamentali. Inoltre, la consapevolezza cambia anche in base ai periodi, alle fasi della vita, alle situazioni contingenti ed a chissà quanti altri possibili fattori di influenza. La tendenza è quella di una evoluzione della coscienza partendo dalla nascita (o dal concepimento?) fino all’età adulta. Ciò che può turbare un bambino è spesso fonte di ilarità per un adulto.

Ecco perché la fase della vita maggiormente suscettibile di creare ologrammi congelati è proprio l’infanzia. Man mano il bambino cresce e si abitua alla vita sulla Terra, il contatto con la natura spirituale viene meno a causa di eventi e situazioni ingestibili dalla coscienza infantile. La minaccia dell’abbandono, l’incapacità di comunicare i propri bisogni, il confronto con realtà non sempre amichevoli portano ad un progressivo cristallizzarsi di scene, parole, suoni, odori, sapori e percezioni di un mondo a tratti incomprensibile e pericoloso. Le urla dei genitori, le aggressioni da parte di fratelli e sorelle, i litigi, la sofferenza percepita negli adulti diventano introiezioni, veri e propri ologrammi che si affastellano nell’orizzonte percettivo e lì rimangono anche per anni, talvolta per un’intera vita. Ad essi fanno fronte le parti dissociate, i frammenti d’anima che si staccano dalla coscienza per gestire le introiezioni. Gli ologrammi ed i frammenti costituiscono dei veri e propri mondi congelati, che stabilizzano la percezione della realtà dell’individuo ma che ne restringono enormemente la visione e lo spazio d’azione. Tali mondi rimangono come statue nel museo percettivo dell’individuo, influenzandone pensieri, emozioni e comportamenti spesso in modo del tutto inconscio.


Il quarto principio ci illustra che gli ologrammi e le parti dissociate possono essere dissolti grazie al potere della parola, uno dei più antichi dell’umanità. Le varie tradizioni spirituali e religiose attribuiscono a dèi e uomini la capacità di orientare l’intento (leggi: creare) grazie alla parola, proferita sia all’interno di precisi rituali sia come semplice manifestazione delle intenzioni di chi parla.

Le frasi di Logosintesi agiscono al di là della mente razionale, tanto che anche i bambini possono utilizzarle pur non comprendendone pienamente il senso. Veicolando l’intento di ripristinare il flusso nei confronti di ciò che è rimasto congelato nell’orizzonte percettivo dell’individuo, vale a dire memorie, fantasie o credenze, le frasi favoriscono la digestione delle esperienze e delle reazioni ad esse.

Coscienza nel tempo e nello spazio
La coscienza si può cristallizzare nel passato, nella rappresentazione interna di episodi non gestibili altrimenti. Scene di violenza psicologica, verbale o fisica, ma anche situazioni manipolatorie non forzatamente minacciose che sono penetrate nello spazio di percezione diventando regole, tabù o convinzioni.

La coscienza si può cristallizzare nel futuro, mediante l’immaginazione automatica di situazioni diverse dalla realtà, siano esse positive o negative. L’aspettativa che un giorno verrà il principe azzurro (o la principessa rosa) è altrettanto dannosa della fantasia di poter essere aggrediti: una genera una vita costruita su un ideale (che giocoforza limita la percezione della realtà e delle opportunità che essa offre) mentre l’altra dà luogo ad attacchi di panico e comportamenti fobici.
Ancora, la coscienza si può congelare in una credenza: idee politiche, scientifiche, religiose, psicologiche etc. possono influenzare pesantemente uomini e popoli, alterandone la capacità di esprimere il loro pieno potenziale.

Infine, la coscienza si cristallizza nel momento in cui l’individuo vive una data esperienza (reale o immaginata), conservando le caratteristiche e le funzioni di quel momento. Pertanto un episodio di violenza vissuto all’età di quattro anni conserverà non solo le rappresentazioni sensoriali dell’evento, ma anche le modalità di reazione del bambino. Quando, una volta divenuto adulto, qualcosa nell’ambiente andrà a risvegliare l’episodio congelato, le reazioni saranno automaticamente simili a quelle archiviate al momento dell’evento, ovvero da bambino di quattro anni. Assistiamo in questo caso ad una inversione della freccia del tempo, dove un adulto più o meno integrato ed una parte bambina dissociata coesistono in un solo corpo. Logosintesi è il mezzo per riportare tutto al tempo ed al luogo giusti, ovvero in allineamento con l’Essenza.

Queste osservazioni conducono ad una considerazione in grado, una volta compresa, di generare grande entusiasmo. Che la coscienza sia cristallizzata nel passato, nel futuro o in una credenza, la soluzione è a portata di bocca. 
Pronunciare le frasi di Logosintesi dopo aver attentamente focalizzato l’ologramma e le reazioni che porta con sé conduce invariabilmente gli esperti utilizzatori ad un ripristino del flusso, foriero di nuove possibilità e modalità di gestione dell’ambiente interiore ed esteriore. Le reazioni da automatiche diventano più consapevoli, e si espandono gli orizzonti di scelta. Laddove prima la rabbia o la sofferenza era l’unica possibilità, dopo l’intervento con Logosintesi il ventaglio delle possibili reazioni aumenta. I praticanti di lunga data si sono accorti che Logosintesi diventa una sorta di disciplina, un approccio che si rivela utile non solo per sanare il passato o cambiare il futuro, ma anche per riportare il flusso in tutti quegli ambiti di vita che non erano mai stati messi in questione. Così ogni valore, idea, memoria, fantasia vengono trasformati dal potere delle parole, passando da idee e percezioni congelate a rappresentazioni di un mondo in continuo mutamento. 

Per concludere, Logosintesi può essere scambiata per una tecnica mentre in realtà è molto di più: un modello elegante ed efficace per favorire l’evoluzione dei singoli e dei gruppi umani, oltre che uno strumento indispensabile a chi opera nel campo della relazione d’aiuto. 
Il lettore che si avvicini a Logosintesi stia attento: potrebbe cadere nello specchio e ritrovarsi nella tana del Bianconiglio, dove esiste solo il qui-ed-ora e tutto è, semplicemente, in flusso.

di Andrea Fredi

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Chi è Andrea Fredi
Andrea Fredi (1974) ricercatore nel campo delle Tecniche Energetiche, contribuisce alla diffusione di metodi quali EFT, PET, AGER e Logosintesi. Nel 2013 ha sviluppato EFT-I, focalizzata sulla Sovranità Interiore e sull’utilizzo della consapevolezza come mezzo di trasformazione. E’ fondatore di siti internet dedicati a metodi di auto-aiuto e in breve divenuti una “fonte di energia rinnovabile” per la condivisione di esperienze tra i praticanti, la formazione e gli aggiornamenti. E' anche responsabile dell’Istituto di Logosintesi. Andrea vive a Lugano (Svizzera) dove collabora con Dainami, società di formazione che si avvale di insegnanti di fama internazionale. Tiene conferenze e seminari in Europa, America e Australia. I suoi libri e DVD sono preziose risorse per apprendere e approfondire l’affascinante mondo delle tecniche di auto-aiuto.


lunedì 4 luglio 2016

Legge di attrazione e alimentazione… che legame c’è?

Con vero piacere condivido con voi questo meraviglioso post di infinita Consapevolezza con cui sono in sintonia parola per parola tratto dal sito Metavita.it
 
Buona Lettura
S.

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La legge di attrazione e il suo significato reale: premessa.
 
Se hai già sentito parlare di legge di attrazione saprai che con essa si intende il principio per cui nella tua vita ti trovi a relazionarti con persone, situazioni ed eventi che rispondono al tuo stesso modo di essere. Ad un livello “superficiale” possiamo dire che la legge di attrazione si chiama così perchè tu attrai ciò che desideri , in maniera più o meno inconscia. Ed ecco perchè quando desideriamo a fondo qualcosa e abbiamo un pensiero positivo nei confronti di ciò che vogliamo che esso si manifesta nella nostra vita. Ed è anche il motivo per cui anche ciò che temiamo, le cose che non vogliamo assolutamente, si manifestano nella nostra vita, perchè continuiamo a concentrarci su esse, a rivolgergli la nostra attenzione ed esse, infine, si manifestano. A un livello più sottile la legge di attrazione viene resa meglio dall’idea di legge di risonanza: tu entri in relazione, nella tua vita, con ciò che vibra alla tua stessa frequenza. Cosa significa questo?
 
Ogni cosa nel nostro universo è energia, e l’energia è vibrazione, frequenza. La nostra vita si basa sul principio della frequenza: se sei sintonizzato sulle frequenze di radio Gamma, riceverai il segnale di radio Gamma se invece cambi frequenza e ti sintonizzi su radio Delta non sentirai più radio Gamma ma inizierai all’istante a sentire radio Delta!
 
Nella nostra vita lo viviamo con le emozioni: se rimaniamo sintonizzati sulla frequenza della rabbia ci troveremo a relazionarci sempre con situazioni che portano rabbia! E “attirerò” a me persone che sono in sintonia con me, quindi portatrici anch’esse di emozioni di rabbia. Nella tradizione popolare si usava infatti il detto “chi si somiglia si piglia”… e non a caso!
 
 
 
Se cambi la tua frequenza, le cose attorno a te cambiano! Ma cos’è che ci fa vibrare? Cos’è che crea la nostra vibrazione?Sono i nostri pensieri, consci e inconsci.
“Non è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la materia”
 
Bene ma.. cosa centra tutto questo con l’alimentazione
 
 
L’alimentazione sul piano vibrazionale
 
Spesso mangiamo determinati cibi semplicemente per abitudine senza riflettere su ciò che effettivamente ingeriamo dentro il corpo. e non pensiamo al fatto che ciò che ingeriamo concorre a formare ciò di cui viene formato il nostro corpo! Anche il cibo ha una sua determinata frequenza e quando lo ingeriamo la frequenza del cibo influenza la nostra.
 
Pensa solo al fatto che ogni cosa che mangi resta dentro di te per delle ore, viene scomposto per essere assorbito e entra a far parte di te. Allora non possiamo non considerare l’alimentazione come parte fondamentale della nostra vita domandandoci: quale frequenza sto dando al mio corpo con questo cibo? Quale informazione vibrazionale sto alimentando?
 
Sto donano al mio corpo e a me stesso una alimentazione di pace o un’alimentazione di paura?
 
Pensa all’energia che rimane impressa nella carne degli animali uccisi per cibarsene: frequenza di paura, frequenza di morte. Ecco perchè sempre più persone stanno facendo scelte alimentari che escludono, in primis, il consumo di qualsiasi tipo di carne animale (quindi anche il pesce, il pesce che muore soffre allo modo di un vitello che muore)
 
A livello organico ce ne accorgiamo perchè gli animali, prima di essere uccisi, lo avvertono e in loro si scatena il terrore: potete immaginare la paura di essere condotti in un posto dove tu e migliaia di tuoi simili state morendo agonizzando? Bene, questo porta una serie di reazioni fisiche, come il rilascio di adrenalina nel sangue (voi non cerchereste di lottare per fuggire?) e altre sostanze che rimangono nelle carni che poi arrivano sulle nostre tavole. Non solo a livello chimico è risaputo che queste sostanze sono nocive (dai, tu mangeresti una sostanza che si chiama cadaverina?) ma, immagina a livello vibrazionale ciò che stai dando al tuo corpo: informazione di morte. Oltre che paura e rabbia (perchè la rabbia è un meccanismo difensivo e gli animali al macello sono decisamente arrabbiati, anche loro vogliono vivere).
 
 
 
Ma il formaggio? A livello vibrazionale non è molto diverso dalla carne, le mucche e le altre femmine gravide da latte di altre specie (si tratta di mamme, infine, ricordatelo) si vedono sottratti i loro piccoli e ciò che era destinato a loro arriva nei nostri piatti. Potete immaginare la sofferenza che rimane impressa in quel latte? Il latte che era destinato a tuo figlio, separato da te appena nato, e il tutto in una condizione generale di sofferenza? Ricordati che stai tu stesso assumendo quella sofferenza quando ti cibi di quel latte. Quella informazione vibrazionale entra in te e rimane dentro di te. E sulla base della tua vibrazione tu costruisci la tua vita. Inoltre, la maggior parte dei formaggi sono cagliati con succhi gastrici animali, quindi non è veramente molto diverso dalla carne.
 
E le uova? Le uova, in fondo, sono un’embrione. Anche qui, stesso discorso per il latte: Come vivono quelle galline? Una parte della vita (di sofferenza enorme) di quelle galline sta entrando in voi. E se vi fermate un momento a riflettere il destino che stiamo riservando a questi animali non è diverso dal destino che stiamo riservando a noi stessi. Si, l’uomo è convinto che sfrutta le mucche e le galline, che lo fa perchè è alla cima della catena alimentare, che la natura fa così. La realtà è ben diversa: povero uomo, che non si rende conto che crede di sfruttare gli altri, ma il primo a essere vittima della sua condizione è sé stesso!
 
Non viviamo forse anche noi come le galline? Si costruiscono sempre più palazzi ammassati l’un l’altro senza avere la possibilità di godere della natura. COME LE GALLINE IN BATTERIA. Le donne devono andare a lavoro durante le loro gravidanze per non perdere il posto di lavoro e poco dopo la nascita dei loro figli sono costrette a tornare a produrre COME LE MUCCHE DA LATTE. la maggior parte delle persone lavora tutta la vita senza fare ciò che desidera, avere tempo per sé, e infine, nella sua vita è servito solo ad alimentare il sistema COME LE BESTIE DA MACELLO.
 
No, l’uomo non sta sfruttando gli animali: la condizione degli animali non è altro che il riflesso della società in cui stiamo vivendo. Gli anima-li sono solo anime pure che ci stanno facendo da specchio, che ci stanno dando la possibilità di vedere come stiamo vivendo. RIFLETTETE: USATE CIO’ CHE VI CIRCONDA PER RIFLETTERE LA VIBRAZIONE CHE STATE EMETTENDO.
 
Allora di cosa cibarsi?
 
Frutta e verdura (meglio ancora se crudi), eventualmente cereali (non ogm), semi oleosi, germogli, riso! Ce n’è così in abbondanza!
 
 
 
Si, qualcuno so già che dirà: ma anche le piante soffrono ( e spesso seguito da: se soffrono anche le piante tanto vale che faccio soffrire un maiale e mi mangio una bistecca)
 
Si, è vero, le piante hanno una loro sofferenza. Ma più che altro, recepiscono ciò che gli accade attorno e reagiscono in risposta ad esso, tipo antenne: esse non hanno terminazioni nervose e centro del dolore tipico degli organismi animali, quindi non possono percepire il dolore come noi lo conosciamo. Cosa vuol dire che le piante soffrono allora? Vuol dire che anche le piante sono esseri viventi,e come tali, è in loro il mantenimento della specie, il mantenimento della vita. La pianta recepisce la distruzione di sé stessa ma non soffre se gli prendi un frutto: i frutti son fatti apposta dalle piante per essere mangiati, altrimenti i semi non si diffonderebbero (c’è un motivo se tanti semi non sono digeribili e vengono espulsi interi così come li si è mangiati..), inoltre frutta e verdura sono maggiormente ricchi di acqua: costituiscono quindi energia a livello più sottile e meno legata alla materia, rispetto al cibo “raffinato”.
 
La natura dona: gli alberi donano continuamente i loro frutti, non c’è alcuna sofferenza, solo pace. La pace di qualcuno che ti porta un regalo, la pace di una madre che nutre i propri figli, con i suoi frutti, i frutti della terra.
 
Allora, si innalza in voi la vibrazione e anche la vostra vita ascende a un piano di pace, leggerezza e serenità.
 
 
 
Ecco perchè non si può considerare la legge di attrazione e non considerare il cibo come parte fondamentale di ciò che contribuisce a formare la nostra realtà.
 
Un abbraccio a tutti
Aùra
 

 

giovedì 23 giugno 2016

IL TEST KINESIOLOGICO

La kinesiologia applicata è una terapia che si fonda sulla modalità di comunicazione con il sistema corporeo rivolta ad una valutazione e ad un miglioramento dello stato di benessere individuale.
Essa si fonda sull'utilizzo del test muscolare kinesiologico (o più semplicemente test kinesiologico), che consente di valutare la risposta del sistema nervoso della persona a fronte di differenti fattori di tipo strutturale, biochimico, emozionale ed energetico, che parte dal presupposto: “La mente mente, il corpo no”.
La Kinesiologia, unisce la saggezza delle antiche arti orientali e i metodi del benessere occidentale in modo efficace ed innovativo.
Si contraddistingue dalle altre discipline per l’uso di uno strumento davvero eccezionale chiamato appunto Test Muscolare Kinesiologico.
Nel 1964 il famoso chiropratico George Goodeart si accorse che la forza contrattile di qualsiasi muscolo del corpo varia a seconda degli stimoli che riceve, siano essi fisici, mentali, emotivi, nutrizionali o biochimici.
Scoprì così questo impareggiabile strumento di bio-feedback per dialogare col corpo e trovare risposta ad ogni domanda.
Si tratta di un metodo semplice, accessibile a tutti e praticabile in ogni luogo, per comunicare con l’inconscio, e che consente di interagire con l’intelligenza innata del corpo.
Test Kinesiologico Dottor Francesco Oliviero
Il Test Muscolare si basa sul presupposto che il corpo possiede una sua saggezza istintiva, che si manifesta anche con la reazione di alcuni muscoli soggetti a un dato sforzo.
L’idea di “Corpo” come “intelligenza” attiva e come punto di incontro fra interno ed esterno, fra pensiero e azione, è molto recente per la Psicologia e per la Medicina occidentale, ma è antica quanto l’uomo nelle pratiche medice orientali.
Discipline come la Medicina Tradizionale Cinese o l’Ayurveda Indiana da secoli sostengono che non esiste corpo che non sia abitato di energia e l’energia non è altro che una forma di intelligenza superiore.
Il Test Muscolare è appunto lo strumento più sofisticato scoperto fino ad oggi che permette di decifrare il codice corporeo.
Le potenzialità di questo strumento sono enormi, poiché oltre a guidarci nell’individuare gli squilibri energetici presenti e passati di cui l’organismo conserva sempre le tracce, ci permette anche di avere la risposta di fronte ai dubbi ed alle domande che ci assillano.
Quando il corpo riconosce qualcosa come “non valida”, si determina un calo di forza muscolare mentre se dici o pensi qualcosa che risuona come vero con il subconscio, i campi elettrici e magnetici in tutto il corpo diventano più forti e di conseguenza, anche i muscoli diventano più forti.
Auto Test
Ci sono svariati modi nei quali il test muscolare può essere di aiuto. Prima di farlo dovete essere sicuri di avere sufficiente energia vitale, pertanto non dovete utilizzarlo quando siete stanchi o comunque avete poca energia. In questo caso, infatti, non potrete riceverete risposte accurate.



IMPORTANTE: Se ciò che affermate è la verità i muscoli interessati risulteranno forti e il vostro sforzo sarà minimo, se non è la verità o se è solo una parziale verità, sarà necessario uno sforzo molto maggiore.
È importante che troviate la forma corretta per porre la domanda al fine di accedere al bagaglio di saggezza del vostro subconscio.
La domanda deve essere posta chiaramente, come affermazione, non utilizzate il “non” (non mi fa bene?) perchè il subconscio non lo interpreta.
Cominciate facendo il test chiedendo cose semplici Con l’esercizio saprete quando avrete ricevuto la risposta corretta. Siate attenti, concisi e precisi nelle domande,  il test può essere utilizzato anche per verificare le intolleranze alimentari.
Fonti ed approfondimenti:

mercoledì 22 giugno 2016

Le malattie: nostre amiche con un messaggio per noi



L’Igiene Naturale ci fa capire come noi siamo completamente responsabili della nostra salute o meglio ancora del nostro Benessere a 360°, non esistono virus o batteri cattivi né malattie inaspettate ed immotivate.
Tutte le malattie hanno un’unica causa: la Tossiemia.
Quindi eliminando le tossine, cercando di non accumularne con una buona alimentazione ed aiutando il corpo ad eliminarle attraverso gli organi emuntori (reni, intestino, polmoni, pelle, fegato) e con una buona attività fisica, vivendo il più possibile a contatto con la natura potremmo essere sempre al Top del nostro stato fisico…

E allora perché ci ammaliamo? Perché c’è qualcuno che mangia malissimo ma è felice e sta bene (magari apparentemente ;-) ) e qualcun altro invece ha un’alimentazione perfetta ma ha qualche acciacco?
Non siamo computer, dove immetti un programma e lo fai girare e tutto funziona a regola d’arte…

Noi abbiamo un’anima, o meglio siamo un’Anima, incarnata in un corpo fisico e quando queste parti di noi non riescono più a comunicare bene tra loro ci ammaliamo…
Riceviamo un segnale, un avviso che abbiamo deviato dal nostro percorso… non ci stiamo ascoltando più…

Da dove vengono le tossine? Certamente dal cibo che ingeriamo, dagli scarti metabolici delle nostre cellule, esistono però anche le tossine “emozionali”.
In un mondo perfetto siamo tutto il giorno felici, contenti e soddisfatti ma è sempre così? No, anzi…
Noi creiamo 60 mila pensieri al giorno, i pensieri sono legati alle emozioni e non sempre abbiamo emozioni positive quindi i conflitti emozionali accadono ogni giorno.
Le emozioni legate ai pensieri negativi che facciamo diventano reali all’interno del nostro corpo, diventano tossine ed il corpo deve espellerle proprio allo stesso modo in cui espelle quelle metaboliche. Il corpo è perfetto e se non riesce ad espellere le tossine tramite gli organi emuntori fa un bel falò e le brucia, ma dove lo fa? C’è correlazione tra il punto del corpo dove c’è una infiammazione e l’emozione che ha creato le tossine da eliminare? Sì è tutto collegato, anche in questa corrispondenza il nostro corpo è perfetto.

Come dicevo prima noi non siamo solo entità corporee dotate di mente, siamo esseri animici incarnati nel corpo che ha una mente. Quando c’è un disequilibrio tra corpo mente ed anima si verifica la malattia e l’anima comunica attraverso essa il suo disagio e cerca di farci capire dove stiamo sbagliando.

Per chi non ha mai sentito parlare di quest’argomento mi rendo conto che sarà un po’ difficile, anzi mi aspetto un certo scetticismo, non è facile da accettare ma tante splendide persone (per citarne solo alcune: Louise Hay, Claudia Rainville, il dottor Hamer) hanno nel loro percorso di vita capito il collegamento tra i malesseri fisici e la psiche e lo hanno divulgato .

Questa consapevolezza, questa “interpretazione dei sintomi” è come l’Igienismo la chiave per la vera felicità. E’ importante però capire che siamo responsabili non colpevoli: chi è cieco non è colpevole di aver sbattuto contro un palo… non l’ha visto. Il senso di colpa è deleterio per la nostra felicità.

Se io capisco che ho il mal di stomaco perché mi son preso una brutta arrabbiatura e “non l’ho digerita” ed ho il mal di gola perché “avrei voluto parlar chiaramente con quella persona ma non ci sono riuscito” non mi fanno più paura le malattie, so che sto bruciando tossine emozionali, lascio fare senza prendere medicinali (ma questo già lo so perché me l’ha insegnato l’Igienismo), anzi accelero la guarigione perché creiopensieri positivi che scacceranno più in fretta le tossine senza accumularne altre.
Il cibo è fondamentale, noi siamo fatti di quello che mangiamo, ma siamo fatti anche di quello che pensiamo… vero è che più mangio cibo Vivo più tutte le mie cellule stanno bene e mi trasmettono emozioni positive, ma è importante il nostro atteggiamento mentale e quello che proviamo.
Faccio un esempio: se mangio un’insalata pensando che mi farà bene e mi nutrirà così accadrà, se mangio la stessa insalata ma non ne ho voglia o penso che è inquinata c’è la possibilità che non la digerisca o comunque non mi fa lo stesso effetto benefico… ricevo una brutta notizia o guardo il telegiornale mentre mangio: posso avere il cibo più sano e nutriente del mondo nel piatto ma starò male…

Con questo non voglio dire che si possono mangiare anche le pietre se si è felici e si resterà in salute, dico che le due cose sono in equilibrio e anzi mangiar cibi vegetali e vivi vivifica tutte le nostre cellule e naturalmente ci riporta al nostro stato di salute, anche dal punto di vista emozionale.

La componente emozionale è fondamentale, il nostro cervello “impara” attraverso le emozioni e memorizza tutto insieme (da qui il motivo, per esempio, dell’allergia: i miei stanno litigando ed io nel frattempo mangio le fragole… indovinate un po’ a cosa diventerò allergica? )

Qual è quindi la “ricetta” per tutte le malattie? Smettila di raccontarti bugie.
 Scegli di essere sincero con te stesso ed eviterai ad ogni Sintomo del corpo e della tua mente di venire a parlarti per indicare dove non ti stai raccontando la Verità, la Tua Verità: nelle tue relazioni, con la tua famiglia, nel tuo lavoro.

Ora che lo sai cerca di capire cosa ti vuol dire quel sintomo, che messaggio ti sta mandando la tua anima. Non lo combattere, non demonizzeresti mai un messaggero, semmai cercheresti di capire chi ti ha mandato quel messaggio cosa vuole da te.

Utilizza questa fantastica occasione per cambiare vita, per fermarti ed analizzare quello che stai facendo e capire cosa c’è che non ti piace. Non stai vivendo la tua vita? La stai sacrificando per qualcosa che ti pesa, che non senti tuo? Dai troppa importanza agli altri o ad alcuni in particolare? Non riesci a dire quello che pensi veramente ad una persona? Sei arrabbiato per alcuni atteggiamenti tuoi o di chi ti sta vicino? Non accetti il passato, quindi ti trascini dietro rancore e cose non chiarite?

Ora sia chiaro che non è che ho capito perché ho questo problema, schiocco le dita e magicamente all’istante me ne libero… ci vorrà il tempo che ci vorrà… per due motivi: l’Universo vuole farti interiorizzare bene il concetto per evitare che ci ricaschi e poi perché fisiologicamente ci vuole un po’ per smaltire tutte le tossine accumulate… c’è da considerare anche quanto è andata a fondo la malattia e da quanto ce la portiamo dietro.

A guardarli da vicino i “messaggi” sono anche abbastanza intuitivi: le ginocchia ci fanno piegare fisicamente per cui se fanno male non riusciamo a piegarci quindi la nostra anima ci sta dicendo: non piegarti.
Ho il mal d’orecchi… cosa non voglio ascoltare? Ho bisogno degli occhiali… cosa non voglio vedere? Ho la febbre… perché brucio dalla rabbia?
Allergia : da che situazione/persona mi voglio allontanare?
 Prova a pensare a qualche malattia passata e cerca una correlazione con qualche cosa successa prima…

La malattia quindi è dovuta ad un conflitto emozionale (e contemporaneamente è una crisi eliminativa dovuta ad un accumulo di tossine) ma è importante sottolineare che quando si presenta è già in fase risolutiva… il corpo si sta dando da fare per ripulirsi e noi possiamo aiutarlo con il riposo fisiologico e tutto ciò che ci insegna l’Igienismo ma anche con serenità d’animo dovuta a questa consapevolezza.

E le malattie croniche come si spiegano? Sapendo che nel giro di qualche anno cambiamo completamente tutte le nostre cellule perché si resta malati? Perché non cambia l’idea di essere ammalati.
Diceva Einstein: “Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l'ha generato".

Se diventiamo responsabili delle nostre scelte e consapevoli che la nostra vita è bellissima e vale la pena di viverla appieno possiamo modificare i nostri comportamenti partendo dalle emozioni e vivere Felici ed in Salute.

Cominciamo a lasciar andare il passato, quel che è stato è stato, ha avuto la sua utilità, siamo qui oggi per tutto quello che ci è accaduto ma ora non c’è più, non ci serve più e lo lasciamo andare…

Pensiamo a quando dobbiamo preparare la valigia per un viaggio: ci metteremo solo cose che ci servono ed eviteremo di riempirlo troppo altrimenti non riusciremmo neanche a camminare… con uno zaino più leggero anche il viaggio diventa più bello e ci sentiamo liberi… portiamo questa metafora alla nostra vita: cosa ci portiamo nello zaino tutti i giorni? Cosa c’è sulle nostre spalle del passato e quante di queste cose ci servono ancora o piuttosto ci intralciano?

Quando ho messo in discussione tutto il “bagaglio culturale” per quanto riguarda il cibo mi sono sentita meglio sotto tutti i punti di vista ed allora mi sono chiesta: quali altri zaini posso svuotare? Dov’è che continuo a rimanere “attaccata” e non assecondo il cambiamento?

Il cambiamento è Vita, la vita scorre come un fiume e noi siamo tante goccioline
 Se rimango attaccata ad uno scoglio non godrò mai del paesaggio che circonda il letto del fiume e non avrò mai la Gioia di arrivare al mare.

Quindi vorrei lasciarvi con questo altro interrogativo: qual è il mio scoglio? Come posso svuotare il mio zaino per godermi in libertà il viaggio?

Felice Viaggio

Mary