giovedì 12 gennaio 2017

Il Potere nascosto dei Suoni

I suoni come straordinario strumento per la guarigione e l’auto-guarigione
 
In principio era il verbo“. Così recita la Bibbia, che più volte fa riferimento esplicito al potere della parola e del suono, come ad esempio nel libro della genesi “E Dio disse: sia la luce e la luce fu”. Anche i Veda (antichi testi sacri Indù) sostengono che “In principio era Brahman col quale era la parola”. Gli egizi credevano che il dio Thoth potesse creare qualsiasi cosa semplicemente pronunziandone il nome e i maya narrano che il primo uomo ricevette la vita dal potere della voce. E ancora, le leggende degli indiani d’America hopi, narrano di una donna ragno che cantò il canto della creazione sopra le forme inanimate della Terra e le portò alla vita.
Le parola parlata o cantata è dunque strumento di creazione e anche come mezzo che ci avvicina al divino, come nella preghiera, nella meditazione e nei canti sacri, ma c’è un terzo, importante aspetto che merita la massima attenzione: la parola e la voce come strumento di guarigione e auto-guarigione.
 
Mantra in sanscrito significa: pensiero che libera e guarisce. Esso svolge la sua funzione anche attraverso la semplice ripetizione mentale, ma raggiunge il massimo di efficacia se recitato o cantato, abbinando così al potere del pensiero quello del suono. Nella tradizione indiana troviamo migliaia di mantra, ciascuno congegnato per assolvere un diverso effetto: alcuni sono costituiti da singole parole ed altri da brevi frasi – come il celeberrimo “om mani padme hum“. Ciascuno di questi mantra ha un preciso significato in lingua sanscrita, tuttavia non è il significato l’elemento più importante di un mantra, bensì la qualità della vibrazione sonora che esso produce, ed è questo aspetto che rende i mantra uno strumento universale, la cui validità prescinde da lingua, religione e cultura di chi lo pratica.
 
(...)
Le vocali: i mantra elementari
 
Fin da piccoli ci hanno insegnato le vocali nell’ordine alfabetico A E I O U; questo ordine tuttavia non è il più idoneo a comprendere le potenzialità di guarigione delle vocali e i loro rapporti con il corpo umano. Se avete voglia di fare un piccolo esperimento potrete constatare voi stessi che la successione più naturale delle vocali è un’altra.
Per prima cosa sedetevi comodi, con la schiena dritta, chiudete gli occhi e fate un paio di respiri profondi per prepararvi. Procedete quindi a cantare una vocale alla volta, partendo dalla U e dedicando un intero respiro ad ogni vocale: cantate dunque UUUUUUU su una nota sola, e cercate di percepire in quale zona del vostro corpo si avverte maggiormente la risonanza. Riprendete fiato e ripetete una seconda volta UUUUUUU. Passate quindi alla OOOOOOO, anche questa per almeno due volte, e poi fate lo stesso con la A, la E e infine la I.
 
Se avete fatto l’esercizio vi sarete forse resi conto che la vocale U risuona soprattutto nella zona dei genitali e nella pancia (non è forse a caso che la parola “utero” inizi con a vocale U); la O si sente invece risuonare un po’ più in alto, tra l’ombelico e il diaframma, mentre la A vibra chiaramente nel petto. La vocale E si colloca ancora più in alto, più o meno tra gola e testa, ed infine la I (la vocale di “spirito”) risuona più in sù di tutte, nella testa, dando quasi l’impressione che il suono spinga verso l’alto e voglia fuoriuscire dalla sommità del capo.
L’ordine naturale delle vocali non è quindi AEIOU bensì UOAEI. Potete fare anche un’altra prova cantando le 5 vocali assieme, una dietro l’altra con un unico fiato: se seguite l’ordine tradizionale AEIOU sentirete che il suono prima tende a salire, passando dalla A alla E e alla I, e poi avvertirete come una frattura, una caduta con la O e infine la U che tendono verso il basso. Seguendo invece l’ordine naturale UOAEI il suono si sviluppa con progressione costante dal basso verso l’alto, senza brusche variazioni.
 
I due esercizi che abbiamo proposto non servono solo a rendersi conto dei rapporti tra vocali e corpo umano, ma sono anche utili strumenti per stimolare l’energia vitale e rilassare e armonizzare le tensioni e gli squilibri che la vita moderna inevitabilmente produce. A tale scopo è sufficiente dedicare pochi minuti al giorno a cantare nel modo sopra descritto, seguendo prima l’ordine UOAEI e poi l’ordine inverso, IEAOU. E’ anche possibile soffermarsi su una singola vocale, qualora si avverta l’esigenza di stimolare particolarmente l’area del corpo corrispondente.
 
Il canto degli armonici
 
I mantra non sono l’unico caso di utilizzazione della voce umana con finalità meditative e terapeutiche. Un posto di primissimo piano spetta infatti al canto degli armonici, particolarissima tecnica canora tipica del Tibet e della Mongolia, ma presente, in forme meno raffinate, anche in varie culture tribali e sciamaniche del pianeta.
 
Attraverso tale tecnica (detta anche throat singing oppure overtone chanting) si riescono a produrre con la sola voce sonorità talmente ricche di note, di accordi e di armonici che spesso gli ascoltatori stentano a crederci e pensano che i suoni provengano da un insieme di veri e propri strumenti musicali che suonano assieme. Si tratta infatti di un canto bifonico, vale a dire che una sola persona emette due serie di suoni distinte e contemporanee: una è rappresentata dal suono base, di solito su un’unica nota, che funge da sfondo e da generatore; l’altra serie è invece costituita da un susseguirsi di suoni molto più acuti del suono base (da cui la parola “overtones”) che si liberano come per magia come le note di un flauto, di un clarinetto o talvolta di una cornamusa. Se mi è concessa una analogia, possiamo dire che gli armonici stanno ai suoni e alla musica “normale” come l’aura sta al corpo fisico, nel senso che gli armonici rappresentano la parte più sottile e “spirituale” del suono, così come l’aura rappresenta la parte sottile, energetica, dell’essere. Normalmente né l’una né gli altri sono percepibili, ma in particolari condizioni, come ad esempio la meditazione, possono divenirlo, producendo una espansione globale della coscienza.
 
E’ molto difficile illustrare a parole la qualità dei suoni prodotti tramite questa tecnica e ancor più gli effetti che essi suscitano negli ascoltatori: le sonorità prodotte sono infatti di tale ampiezza e frequenza da trasportare con facilità i partecipanti nello stato di meditazione, sperimentando così limpidi spazi di pura consapevolezza, a più stretto contatto col proprio essere. Al contempo, per il fenomeno di risonanza, il campo bio-energetico umano, immerso in tali sonorità, si innalza e si equilibra, favorendo così anche eventuali processi di guarigione.
 
Ovviamente pochi possono disporre di campane tibetane o essere in grado di eseguire il canto degli armonici, ma per avvalersi del potere meditativo e terapeutico dei suoni abbiamo tutti a disposizione quel meraviglioso strumento che è la nostra voce. Cantare dei mantra o delle semplici vocali è infatti un’esperienza altamente suggestiva, che rilassa a fondo e produce al contempo sensazioni di profonda armonia. E non veniamo a dire che siamo stonati o che non abbiamo voce: è sufficiente cantare singole vocali come la A o semplici parole come OM o AMEN per ottenere validi risultati. Se ci vergogniamo possiamo benissimo farlo da soli, chiusi nella nostra stanza, l’importante è farlo; ma dopo qualche giorno di pratica solitaria il coraggio cresce e potremmo magari aver voglia di invitare degli amici per cantare in coro: prepariamoci in questo caso ad avere piacevolissime sorprese, poiché accade immancabilmente un fatto curioso: se anche molti dei partecipanti – presi singolarmente – sono stonati, le loro voci, grazie allo spazio meditativo che si crea, tendono spontaneamente ad accordarsi, e il suono complessivo che ne risulta è perfettamente armonico, assai piacevole a sentirsi e soprattutto assai ricco di potenzialità terapeutiche per il corpo, per la psiche e per lo spirito. Magia della risonanza.
 

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Articolo Completo

Il Potere nascosto dei Suoni

 
In principio era il verbo“. Così recita la Bibbia, che più volte fa riferimento esplicito al potere della parola e del suono, come ad esempio nel libro della genesi “E Dio disse: sia la luce e la luce fu”. Anche i Veda (antichi testi sacri Indù) sostengono che “In principio era Brahman col quale era la parola”. Gli egizi credevano che il dio Thoth potesse creare qualsiasi cosa semplicemente pronunziandone il nome e i maya narrano che il primo uomo ricevette la vita dal potere della voce. E ancora, le leggende degli indiani d’America hopi, narrano di una donna ragno che cantò il canto della creazione sopra le forme inanimate della Terra e le portò alla vita.
Le parola parlata o cantata è dunque strumento di creazione e anche come mezzo che ci avvicina al divino, come nella preghiera, nella meditazione e nei canti sacri, ma c’è un terzo, importante aspetto che merita la massima attenzione: la parola e la voce come strumento di guarigione e auto-guarigione.
 
Mantra in sanscrito significa: pensiero che libera e guarisce. Esso svolge la sua funzione anche attraverso la semplice ripetizione mentale, ma raggiunge il massimo di efficacia se recitato o cantato, abbinando così al potere del pensiero quello del suono. Nella tradizione indiana troviamo migliaia di mantra, ciascuno congegnato per assolvere un diverso effetto: alcuni sono costituiti da singole parole ed altri da brevi frasi – come il celeberrimo “om mani padme hum“. Ciascuno di questi mantra ha un preciso significato in lingua sanscrita, tuttavia non è il significato l’elemento più importante di un mantra, bensì la qualità della vibrazione sonora che esso produce, ed è questo aspetto che rende i mantra uno strumento universale, la cui validità prescinde da lingua, religione e cultura di chi lo pratica.
 
I suoni come strumento per la meditazione e la guarigione
 
 Da qualche anno è stato riscoperto anche in occidente ciò che le scuole iniziatiche conoscevano sin dall’antichità, e cioè che il suono e la musica possono elevare lo stato di coscienza e anche favorire i processi di guarigione. La musicoterapia – una disciplina di recente costituzione – si occupa appunto di ciò. Le esperienze in materia hanno evidenziato che i generi musicali occidentali con i maggiori effetti terapeutici sono, in linea di massima, la musica classica barocca del sei-settecento e la musica New Age, specie quella cosiddetta “di ambiente”. Per quanto riguarda la musica barocca, il motivo risiede nella armoniosità di tale genere che, grazie al principio di risonanza che più oltre illustreremo, si traduce in una maggiore armonia anche nell’ascoltatore; la musica romantica e ancor più quella contemporanea invece, poiché mirano a descrivere e stimolare forti emozioni, utilizzano ritmi e sonorità nel complesso disarmoniche, inadatte quindi ad un uso rilassante e terapeutico (salvo alcune situazioni psicoterapeutiche dove viene ricercato un affetto catartico o energizzante).
 
Relativamente alla musica New Age il discorso è ancora più interessante: essa è stata infatti definita, non a caso, una “musica per ascoltarsi dentro” e infatti viene largamente impiegata come sostegno a molte psicoterapie, terapie alternative e seminari di auto-consapevolezza e crescita personale, proprio perché favorisce il contatto con le parti più profonde del nostro essere, riconnettendoci ai piani più elevati dell’Esistenza. Grazie alle sue sonorità e ritmi, tranquilli, intimi e profondi, e all’utilizzo di suoni della natura (acqua che scorre, canto di uccelli, suoni di animali quali delfini, balene etc.) evoca stati d’animo particolari che ben si integrano con la meditazione, l’introspezione, la ricerca interiore.
In oriente il problema della distinzione tra generi più o meno adatti a scopi terapeutici praticamente non si pone perché quasi tutta la musica è da sempre pensata e creata per favorire il benessere psico-fisico e spirituale dell’essere umano, e sia la musica strumentale che quella vocale – mantra inclusi – non viene mai eseguita a caso, ma con grande consapevolezza circa gli scopi che ci si propongono.
 
Ogni suono che ascoltiamo, sia esso prodotto dalla voce umana, da uno strumento musicale o da un’altra sorgente, si compone infatti di specifiche vibrazioni che hanno la proprietà – grazie al principio fisico di risonanza – di mettere in vibrazione certe specifiche aree del nostro corpo, influenzando – in positivo o in negativo – il flusso delle energie vitali e il sistema nervoso.
 
Il principio di risonanza
 
La risonanza è un fenomeno che la fisica conosce da tempo, ma solo da poco si è iniziato a studiarne scientificamente le implicazioni per la salute umana. La risonanza agisce in tutte le dimensioni dell’universo, dal più piccolo atomo alla galassia più grande, e si manifesta a vari livelli: sonoro, elettromagnetico, nucleare, gravitazionale. A noi interessa ovviamente il livello sonoro, e per spiegare come agisce proviamo ad immaginare di accendere il nostro impianto stereo nella stanza dove teniamo i bicchieri, meglio se di cristallo: se ascoltiamo con attenzione possiamo notare che oltre alla musica dello stereo si sentono anche altri suoni, più acuti: sono i nostri bicchieri che, stimolati dalla vibrazione sonora emessa dallo stereo, iniziano a risuonare con essa. Cambiando musica e sperimentando vari generi possiamo anche renderci conto che non tutte producono lo stesso effetto sui bicchieri, sia in intensità che in qualità, e che essi rivelano una maggiore affinità con alcuni generi musicali e alcune frequenze sonore. Lo stesso avviene per il nostro corpo quando si trova immerso in un campo di vibrazione sonora (come ad un concerto o ascoltando un disco o la radio) oppure quando produciamo noi stessi dei suoni cantando.
 
Non tutte le sorgenti sonore sono positive per la salute umana, ve ne sono anzi di alquanto negative, come ad esempio i rumori del traffico, il ronzio degli elettrodomestici o di altri strumenti elettrici; e non si creda che la musica sia tutta positiva: vi sono anzi molti casi, specie nella musica contemporanea, in cui l’effetto per la salute umana è de-armonizzante. Attenzione quindi a cosa si ascolta, la musica è come il cibo: non limitiamoci al sapore superficiale, ma cerchiamo di sentire che effetto ha su di noi, se cioè lo “digeriamo” bene o invece ci crea qualche problema, se insomma ascoltando una certa musica il nostro benessere aumenta o diminuisce.
 


Le campane tibetane
 
Tra i numerosissimi strumenti musicali inventati dall’uomo nel corso dei secoli, le campane tibetane sono forse quelle che hanno le maggiori valenze sul piano meditativo e terapeutico. All’apparenza sembrano poco più che ciotole di metallo per mangiare o cucinare, ma queste sembianze modeste nascondono un’anima di inimmaginabile ampiezza e raffinatezza. Si tratta infatti di strumenti musicali assai sofisticati, realizzati artigianalmente e composti di una lega di vari metalli diversi, fino a 7 (tra cui anche argento e oro). Grazie a ciò il suono che producono è ricco di armonici, poiché ogni metallo vibra ad una diversa lunghezza d’onda, e quindi un’unica percussione produce un accordo di più note. La diversa grandezza e spessore fanno poi sì che ogni campana abbia il suo peculiare accordo, più grave o più acuto, maggiore o minore, su una tonalità o su un’altra.
 
Una volta percossa, la campana continua a vibrare a lungo, emanando attorno a sé flussi concentrici di onde sonore che si propagano anche all’interno del corpo, con piacevoli e benefici effetti sui vari organi e cellule. L’intensità della vibrazione è tale che anche a svariati metri di distanza è possibile avvertirne il risuonare nel corpo.
 
A seconda del materiale di cui è costituito il battacchio usato, una stessa campana può produrre suoni diversi, più acuti e metallici col legno vivo, più gravi e caldi col legno rivestito di pelle o gomma e ancora più basso con le bacchette di feltro usate per i tamburi.
Oltre alla percussione, è possibile suonare le campane strofinandole circolarmente sul bordo superiore; si ottengono così suoni assai particolari ed eterei, meno avvertibili a livello fisico ma di grande impatto a livello emozionale e soprattutto spirituale.
 
Ogni campana presenta maggiore affinità con alcuni chakra e minore con altri, a seconda della frequenza sonora emessa, e pertanto il soggetto percepirà i suoni di alcune campane come più piacevoli o più spiacevoli rispetto ad altri, a seconda delle sue personali problematiche.
 
Per particolari scopi terapeutici, le campane possono anche essere poggiate direttamente sul corpo della persona, in corrispondenza di determinati punti energetici – o chakra – che necessitano di uno sblocco, stimolandoli in modo ancora più energico e mirato che con l’ascolto a distanza (ciò non è ovviamente possibile attraverso un disco ed è sperimentabile soltanto nei concerti dal vivo e nei seminari). Naturalmente, per quanto tali strumenti abbiano una indubbia valenza terapeutica, non vanno visti come sostituti della medicina o della psicoterapia ma piuttosto come strumenti complementari per la salute e il benessere globale. Se usate per scopi preventivi o di armonizzazione generale, su persone che non presentano particolari patologie, esse possono benissimo essere usate da sole, e in linea di massima non vi sono controindicazioni; se invece i soggetti sono affetti da specifiche patologie, è opportuno che l’utilizzazione venga effettuata in accordo col medico o con lo psicologo che segue tali soggetti.
 


I mantra
 
Abbiamo visto che è importante ascoltare musica appropriata, ma ancor più efficace per il nostro benessere è produrre noi stessi dei suoni armonizzanti, attraverso quel meraviglioso strumento musicale che è la nostra voce. Ogni parola che pronunciamo o cantiamo tende a dare origine a specifiche vibrazioni, o suoni, diverse da ogni altra parola, e questo dipende essenzialmente dal rapporto tra le vocali e le consonanti che la formano. L’efficacia terapeutica dei mantra e del canto in generale risiede nella proprietà di mettere in vibrazione certe aree del corpo, stimolando il flusso delle energie vitali e armonizzando il sistema nervoso. La vocale A, ad esempio, risuona soprattutto nel petto, all’altezza del cuore (e forse non è per caso che “amore” inizi per A).
 
Mantra in sanscrito significa: pensiero che libera e guarisce. Esso svolge la sua funzione anche attraverso la semplice ripetizione mentale, ma raggiunge il massimo di efficacia se recitato o cantato, abbinando così al potere del pensiero quello del suono. Nella tradizione orientale troviamo migliaia di mantra, ciascuno congegnato per assolvere un diverso effetto: alcuni sono costituiti da singole parole – ad es. OM – ed altri da brevi frasi – come il celeberrimo “om mani padme hum“. Ciascuno di questi mantra ha un preciso significato in lingua sanscrita, tuttavia non è il significato l’elemento più importante di un mantra, bensì la qualità della vibrazione sonora che esso produce, ed è questo aspetto che rende i mantra uno strumento universale, la cui validità prescinde da lingua, religione e cultura di chi lo pratica.
 
Il mantra più noto in oriente è “OM” (o “AUM”), che oltre ad essere cantato da solo si ritrova come invocazione iniziale in gran parte dei mantra composti, quali ad esempio “Om namaha Shivaya“, “Om mani bhadra” e molti altri. Questo mantra è così importante in India che la scala musicale di quel paese viene accordata sulla base di tale suono, cui è dedicata la prima nota della scala, il SA o SADJA (corrispondente approssimativamente al nostro DO DIESIS). Quando si canta l’OM è quindi opportuno intonarlo sul do diesis.
 
In questi ultimi anni OM si è diffuso anche nei paesi occidentali, dove fino ad ora il primato di notorietà spettava ad “AMEN”, che proviene peraltro dalla stessa radice sanscrita.
OM è considerato il suono base, la rappresentazione della vibrazione primordiale, quella che nella religione cristiana è indicata dalla frase “In principio fu il verbo” e che la scienza attuale individua come il “big bang”, la grande esplosione cosmica da cui si sarebbe originato il nostro universo. Quel verbo o suono da cui tutto si è originato echeggia ancora nell’universo – la scienza lo definisce “radiazione primeva” – e coloro che sono capaci di entrare in meditazione profonda e di raggiungere lo spazio del “vuoto mentale” riferiscono di aver udito un suono che ricorda appunto l’AUM.
OM è il mantra di guarigione per eccellenza, e ciò dipende essenzialmente dalla felice combinazione tra la vocale O e la consonante M: la vocale O infatti stimola e apre la regione del plesso solare e dello stomaco, assai importante da un punto di vista fisiologico, mentre la M raccoglie il suono e lo retroflette verso il cantante stesso, mettendone in vibrazione la testa e il tronco. In tal modo si viene a stimolare la circolazione dell’energia vitale, producendo di conseguenza un rilevante effetto di armonizzazione a livello fisico e nervoso.
 
Vediamo adesso come cantare appropriatamente questo mantra, così da esaltarne al meglio le potenzialità vibratorie e terapeutiche
Seduti o in piedi, con la schiena dritta, chiudete gli occhi, fate un paio di respiri lenti e profondi per prepararvi e quindi iniziate a cantare, dedicando un intero respiro ad ogni ripetizione: allora, prendete fiato e poi cantate OOOOOOOOOOMMMMMMMMMM su un’unica nota, né troppo alta né troppo bassa (se disponete di una tastiera o altro strumento potete intonare un do-diesis, altrimenti non preoccupatevi, funziona comunque anche su altre note). Il suono durerà finché avrete fiato, comodi, senza esagerare, facendo attenzione a non soffermarvi troppo sulla O per avere fiato sufficiente per la M. E’ importante non limitarsi ad ascoltare il suono con le orecchie, ma cercare di sentirlo risuonare nel corpo. Potete iniziare con 7 volte al giorno e crescere gradualmente fino a giungere nell’arco di qualche settimana a 21 volte, senza fretta, e, se occorre, con qualche respiro di pausa tra una ripetizione e l’altra se vi sentite affaticati.

Le vocali: i mantra elementari
 
Fin da piccoli ci hanno insegnato le vocali nell’ordine alfabetico A E I O U; questo ordine tuttavia non è il più idoneo a comprendere le potenzialità di guarigione delle vocali e i loro rapporti con il corpo umano. Se avete voglia di fare un piccolo esperimento potrete constatare voi stessi che la successione più naturale delle vocali è un’altra.
Per prima cosa sedetevi comodi, con la schiena dritta, chiudete gli occhi e fate un paio di respiri profondi per prepararvi. Procedete quindi a cantare una vocale alla volta, partendo dalla U e dedicando un intero respiro ad ogni vocale: cantate dunque UUUUUUU su una nota sola, e cercate di percepire in quale zona del vostro corpo si avverte maggiormente la risonanza. Riprendete fiato e ripetete una seconda volta UUUUUUU. Passate quindi alla OOOOOOO, anche questa per almeno due volte, e poi fate lo stesso con la A, la E e infine la I.
 
Se avete fatto l’esercizio vi sarete forse resi conto che la vocale U risuona soprattutto nella zona dei genitali e nella pancia (non è forse a caso che la parola “utero” inizi con a vocale U); la O si sente invece risuonare un po’ più in alto, tra l’ombelico e il diaframma, mentre la A vibra chiaramente nel petto. La vocale E si colloca ancora più in alto, più o meno tra gola e testa, ed infine la I (la vocale di “spirito”) risuona più in sù di tutte, nella testa, dando quasi l’impressione che il suono spinga verso l’alto e voglia fuoriuscire dalla sommità del capo.
 
L’ordine naturale delle vocali non è quindi AEIOU bensì UOAEI. Potete fare anche un’altra prova cantando le 5 vocali assieme, una dietro l’altra con un unico fiato: se seguite l’ordine tradizionale AEIOU sentirete che il suono prima tende a salire, passando dalla A alla E e alla I, e poi avvertirete come una frattura, una caduta con la O e infine la U che tendono verso il basso. Seguendo invece l’ordine naturale UOAEI il suono si sviluppa con progressione costante dal basso verso l’alto, senza brusche variazioni.
 
I due esercizi che abbiamo proposto non servono solo a rendersi conto dei rapporti tra vocali e corpo umano, ma sono anche utili strumenti per stimolare l’energia vitale e rilassare e armonizzare le tensioni e gli squilibri che la vita moderna inevitabilmente produce. A tale scopo è sufficiente dedicare pochi minuti al giorno a cantare nel modo sopra descritto, seguendo prima l’ordine UOAEI e poi l’ordine inverso, IEAOU. E’ anche possibile soffermarsi su una singola vocale, qualora si avverta l’esigenza di stimolare particolarmente l’area del corpo corrispondente.
 
Il canto degli armonici
 
I mantra non sono l’unico caso di utilizzazione della voce umana con finalità meditative e terapeutiche. Un posto di primissimo piano spetta infatti al canto degli armonici, particolarissima tecnica canora tipica del Tibet e della Mongolia, ma presente, in forme meno raffinate, anche in varie culture tribali e sciamaniche del pianeta.
Attraverso tale tecnica (detta anche throat singing oppure overtone chanting) si riescono a produrre con la sola voce sonorità talmente ricche di note, di accordi e di armonici che spesso gli ascoltatori stentano a crederci e pensano che i suoni provengano da un insieme di veri e propri strumenti musicali che suonano assieme. Si tratta infatti di un canto bifonico, vale a dire che una sola persona emette due serie di suoni distinte e contemporanee: una è rappresentata dal suono base, di solito su un’unica nota, che funge da sfondo e da generatore; l’altra serie è invece costituita da un susseguirsi di suoni molto più acuti del suono base (da cui la parola “overtones”) che si liberano come per magia come le note di un flauto, di un clarinetto o talvolta di una cornamusa. Se mi è concessa una analogia, possiamo dire che gli armonici stanno ai suoni e alla musica “normale” come l’aura sta al corpo fisico, nel senso che gli armonici rappresentano la parte più sottile e “spirituale” del suono, così come l’aura rappresenta la parte sottile, energetica, dell’essere. Normalmente né l’una né gli altri sono percepibili, ma in particolari condizioni, come ad esempio la meditazione, possono divenirlo, producendo una espansione globale della coscienza.
 
E’ molto difficile illustrare a parole la qualità dei suoni prodotti tramite questa tecnica e ancor più gli effetti che essi suscitano negli ascoltatori: le sonorità prodotte sono infatti di tale ampiezza e frequenza da trasportare con facilità i partecipanti nello stato di meditazione, sperimentando così limpidi spazi di pura consapevolezza, a più stretto contatto col proprio essere. Al contempo, per il fenomeno di risonanza, il campo bio-energetico umano, immerso in tali sonorità, si innalza e si equilibra, favorendo così anche eventuali processi di guarigione.
 
Ovviamente pochi possono disporre di campane tibetane o essere in grado di eseguire il canto degli armonici, ma per avvalersi del potere meditativo e terapeutico dei suoni abbiamo tutti a disposizione quel meraviglioso strumento che è la nostra voce. Cantare dei mantra o delle semplici vocali è infatti un’esperienza altamente suggestiva, che rilassa a fondo e produce al contempo sensazioni di profonda armonia. E non veniamo a dire che siamo stonati o che non abbiamo voce: è sufficiente cantare singole vocali come la A o semplici parole come OM o AMEN per ottenere validi risultati. Se ci vergogniamo possiamo benissimo farlo da soli, chiusi nella nostra stanza, l’importante è farlo; ma dopo qualche giorno di pratica solitaria il coraggio cresce e potremmo magari aver voglia di invitare degli amici per cantare in coro: prepariamoci in questo caso ad avere piacevolissime sorprese, poiché accade immancabilmente un fatto curioso: se anche molti dei partecipanti – presi singolarmente – sono stonati, le loro voci, grazie allo spazio meditativo che si crea, tendono spontaneamente ad accordarsi, e il suono complessivo che ne risulta è perfettamente armonico, assai piacevole a sentirsi e soprattutto assai ricco di potenzialità terapeutiche per il corpo, per la psiche e per lo spirito. Magia della risonanza.
 
Fonte: http://www.crescitaspirituale.it/2015/06/il-potere-nascosto-dei-suoni/

 

martedì 22 novembre 2016

L'informazione batte anche il Diabete di tipo 1 !!!

Breve ma intensa e significativa testimonianza di Erika, fantastico esempio di come l'informazione batte anche il diabete di tipo 1 e la medicina ufficiale che lo ritiene incurabile !!!
Grandissima Erika siamo tutti con te !

 Erica con Marcello Pamio alla Giornata Nazionale per la Cura Naturale del Diabete di Rimini

Qui sotto il video con  la sua testimonianza alla Giornata nazionale perla Cura Naturale del Diabete  del 13Novembre 2016 a Rimini.



Ecco le parole di Erika all'indomani della Giornata di Rimini:

<< Ciao a tutti, ieri è stato un gran giorno...ho imparato tanto....grazie a tutti i medici che sono intervenuti e ci sostengono. Oggi sono soddisfatta ....glicata a 69 ....meno di quando prendevo le medicine!!!!

Vi racconto brevemente la mia storia: un anno fa mi hanno diagnosticato il diabete 1. Glicemia 415 e glicata 101. Ho iniziato subito la terapia insulinica con 38 unità.

Provo l'alimentazione vegana e scarto tutto ciò che è già pronto e confezionato.
In 3 settimane tolgo tutta l insulina e lascio solo la notturna a 6 unità. Inizio la metformina 500 pranzo e cena.
Dopo 5 mesi tolgo l ultima insulina.
A giugno con glicata a 72 tolgo anche la metformina, ma in un mese la glicemia sale inesorabilmente e glicata 80.
Contatto l'associazione oltre il diabete e Angelo mi consiglia di provare un mese di alimentazione cruda con frutta fresca secca verdura e germogli. Così provo e i miei valori rientrano giorno dopo giorno e piano piano rintroduco cereali e legumi e verdure cotte. OGGI sono troppo felice....grazie ad Angelo Palomba,  Marcello Pamio,  Marinella Mazzola e Salvatore Iaccarino. 
La migliore alimentazione????? Prendersi cura di testa, corpo, mente.
"La felicità è distante un pensiero " >> .

Maggiori info sul Diabete qui: 

lunedì 21 novembre 2016

10 buoni motivi per evitare il vostro medico

10 buoni motivi per evitare il vostro medico Dottor Mercola – dal sito Effedieffe - agosto 2012
 
Da tempo sostengo che la strategia migliore per stare in salute consiste prima di tutto nell’evitare di fare visita al vostro medico. Perchè?
Perché in molti casi tutto quello che succede è che ve ne uscirete con una o due ricette e che queste raramente risolveranno il problema. La maggior parte delle visite dai medici producono solo la soppressione dei sintomi, spesso causando effetti e problemi collaterali.
Piuttosto che informare i pazienti sulle vere condizioni sottostanti e sulle reali soluzioni che portano alla salute, è come se i medici vi applicassero dei cerotti medicati tossici su ferite aperte. Ci sono quindi molti validi motivi stando ai quali l’interesse della vostra salute consiste nell’evitare il vostro medico...


1. Il PAP test annuale Molti medici continuano a suggerire alle donne di eseguire l’annuale del PAP test, ma le ultime informative dalla U.S. Preventive Services Task Force raccomandano il contrario. Le nuove raccomandazioni suggeriscono che le donne procedano al PAP test una volta ogni 3 anni dai 21 ai 65 anni.
Sottoporsi al test più di frequente – o prima dei 21 anni – determina più facilmente l’individuazione del papillomavirus (HPV) e delle lesioni ad esso associate. Se un medico individua lesioni simili, le considera automaticamente pre-cancerose e le “cura” di conseguenza.
Al contrario, la maggior parte delle infezioni HPV – e delle lesioni intraepiteliali squamose di basso livello associate – spariscono per conto loro senza bisogno di cure specifiche mentre, al contrario, il trattamento in sé può risultare nocivo. Poiché la maggior parte dei casi di HPV guariscono da soli, questo è un esempio di cura che fa più male che bene.
Ciò detto, i PAP tests  (che ricercano un tumore della cervice dell’utero generalmente associato all’HPV), sono sicuramente il miglior strumento per evitare di morire di tumore alla cervice, ma un test all’anno è ugualmente inutile: è infatti dimostrato che una frequenza superiore ai 3 anni non aumenta la frequenza di diagnosi del tumore. Donne non a rischio HPV non sono a rischio tumore alla cervice. Inoltre, quand’anche l’infezione non sparisse da sé – cosa rara – occorrono 10 anni prima che evolva in un tumore. I tumori alla cervice crescono molto lentamente, ed è questo il motivo che rende efficaci anche dei test meno frequenti.
Nonostante le nuove linee guida, la maggior parte dei medici continuano a consigliare ai propri pazienti l’esame su base annuale, e questo solo perché gli uni e gli altri sono abituati così.
Alcuni medici temono che, senza una necessità di PAP test su base annuale, non vedranno i loro pazienti nemmeno per altri esami.
In effetti, ci sono anche buoni motivi per ritenere che queste nuove linee guida facciano parte di un piano di salvataggio del Gardasil, il vaccino per l’HPV, le cui vendite sono preoccupantemente basse. Il vaccino HPV è molto costoso ed è stato pubblicizzato con grossi investimenti ma è stato un colossale insuccesso con meno del 27% delle donne che hanno optato per vaccinarsi ed una serie di seri effetti collaterali che continuano a venire alla luce.
 
2. Mammografia Una recente analisi ha evidenziato che solo 1 donna su 8 con diagnosi di tumore al seno diagnosticata durante una mammografia di routine è stata salvata da tale controllo abitudinario; l’analisi non tiene conto poi, all’opposto, di quanti casi di tumore al seno siano stati indotti dalle mammografie di routine.
I ricercatori, utilizzando i dati ufficiali relativi al tumore al seno in possesso del The National Cancer Institute e il The Centers for Disease Control and Prevention, hanno calcolato le probabilità per una 50enne di sviluppare un tumore al seno nei successivi 10 anni, le probabilità che il tumore venga individuato da una mammografia ed il rischio che muoia per tumore al seno nei successivi 20 anni.
Nella migliore delle ipotesi, una mammografia ha una probabilità di salvarle la vita pari al 13%, ma potrebbe essere oggettivamente più bassa, a livello di un 3%. Indipendentemente dal tipo di analisi condotta – e considerando donne di età differenti – la probabilità che una mammografia salvi la vita restano comunque sotto al 25%. I ricercatori hanno dunque concluso che: «La maggior parte delle donne alle quali è stato diagnosticato un tumore al seno tramite una mammografia di routine non hanno avuto la vita salvata da tale esame. Al contrario, la diagnosi è stata o talmente precoce da non influire sulla mortalità, o un falso positivo».
Vale la pena ripeterlo: «Con le mammografie vengono spesso diagnosticate – come pericolose – lesioni o tumori che non costituirebbero mai una minaccia per la vita della donna. Portano anche spesso a falsi positivi [ovviamente si ricorda che un esame positivo è una notizia negativa per il paziente, ndt] che causano trattamenti non necessari: spesso le donne vittime di queste diagnosi eccessive [sbagliate nei fatti] subiscono mastectomie, radioterapie e chemioterapie non necessarie e che possono avere effetti devastanti sia sulla qualità che sulla durata della loro vita. Come se non bastasse, le mammografia utilizza delle radiazioni ionizzanti che di per sé producono o possono contribuire a produrre lo sviluppo del tumore al seno.
 
3. Raffreddore e influenza Pensate che sia una cosa furba andare dal medico per queste cose? Ripensateci. Grazie all’abitudine per l’eccessiva prescrizione di antibiotici, ed alla prescrizione di antibiotici inadatti, avete molte probabilità di uscire dallo studio con la ricetta per una medicina che non vi serve.
Gli antibiotici NON funzionano contro i virus, dunque contro raffreddore ed influenza sono inutili. Sfortunatamente, sono prescritti alla grande proprio per tali malattie. Se avete un raffreddore od un’influenza ricordatevi che, a meno che non abbiate una seria polmonite batterica secondaria, un antibiotico farà peggio piuttosto che meglio, perchè ogni volta che assumi un antibiotico aumenti la tua vulnerabilità a sviluppare infezioni che siano resistenti a tale antibiotico – fino a diventare portatore sano di una simile infezione, resistente al farmaco e diffonderla agli altri.
La prima cosa che devi fare se senti che stai per prenderti un raffreddore od un’influenza è sospendere TUTTI gli zuccheri, i dolcificanti artificiali, gli alimenti industriali. Lo zucchero è particolarmente dannoso per il sistema immunitario, sistema che necessita di essere potenziato e non indebolito, al fine di combattere l’infezione in atto. Negli zuccheri rientra anche il fruttosio dei succhi di frutta, e tutti i tipi di cereali, in quanto nell’organismo vengono smontati in zucchero semplice.
Teoricamente, non appena senti che potresti avere un’influenza che si avvicina, dovresti controllare l’alimentazione, il sonno, l’attività fisica e lo stress. Disporre di una grossa quantità di sonno è decisivo ai fini della difesa perchè è la fase nella quale sono più efficaci le strategie di potenziamento immunitario. Inoltre, lo studio scientifico dimostra che più alto è il livello di vitamina D, più basso il rischio di contrarre raffreddore, influenza ed altre infezioni del tratto respiratorio. Sono assolutamente convinto che tu possa evitare raffreddore ed influenza solo mantenendo la vitamina D ai livelli ottimali.
 
4. Colesterolo Molti medici sono inconsapevoli del fatto che una dieta ad alto contenuto di grassi NON è la causa dei disturbi al cuore. Questi medici sono tratti in inganno nel credere che il colesterolo totale sia un accurato indicatore previsionale di disturbi al cuore. Se vai dal tuo medico ed il tuo colesterolo è alto, ci sono due cose che probabilmente ti sentirai dire:
1. prendi un farmaco a base di statine che abbassi il colesterolo e
2. non mangiare grassi saturi.
Se è vero che i farmaci a base di statine abbassano il colesterolo con grande efficacia, il demonio responsabile degli attacchi di cuore non è il colesterolo. Anche una ricerca del MIT, Massachusetts Institute of Technology, chiarisce che non c’è un solo studio scientifico che dimostri che le statine abbiano migliorato la mortalità qualsiasi ne fosse la causa. Detto in altre parole: non prolungano la vita, non più di quanto si sarebbe prolungata senza prenderle. In verità, invece di prolungare la vita, contribuiscono al deterioramento della qualità della tua vita: distruggono i muscoli, danneggiano fegato, reni e funzionalità cardiaca. Il modo migliore per ottimizzare i tuoi livelli di colesterolo e la salute del tuo cuore è collegato al tuo stile di vita: mangiare cibi con pochissimi grassi industriali, evitare grassi vegetali sottoposti ad elaborati processi industriali ed olii caricati di grassi tossici quali gli omega-6.
 
5. Depressione Ancora una volta, la cosa più probabile è che te ne uscirai dallo studio del tuo medico con la ricetta per un farmaco che sarà più pericoloso del problema in sé [ammesso che tu ce l’avessi, ndt]. Ogni anno vengono compilate 230.000.000 ricette per antidepressivi [nella sola America], il che la rende il farmaco più prescritto degli USA. L’industria psichiatrica stessa è un affare da 330.000.000.000 di dollari; non male per un’industria che fornisce ben pochi risultati...
Nonostante tutte queste ricette, gli Americani depressi sono più di 1 su 20. L’80% di tali depressi dice di patire un qualche tipo di calo di prestazione; il 27% lamenta di essere in condizioni tali per cui gli è estremamente difficile essere all’altezza dei normali compiti quotidiani, tipo lo svolgere il proprio lavoro o stare insieme agli altri.
Il numero di consumatori di farmaci antidepressivi – la risposta medica alla depressione – è raddoppiato in un solo decennio, passando dai 13.300.000 di Americani del 1996 ai 27.000.000 del 2005.
Ma se questi farmaci sono prescritti così diffusamente, come mai i risultati sono così scadenti?
Perchè non mirano alle cause alle cause. La ricerca ha confermato che i farmaci antidepressivi non sono più efficaci di semplici pillole di zucchero. Anzi, alcune ricerche hanno evidenziato che semplici pillole di zucchero possono produrre risultati anche MIGLIORI di quelli degli antidepressivi! Penso che il motivo di un tale sorprendente risultato sia da ascrivere al fatto che entrambi i tipi di pillole funzionano per effetto placebo; ma le pillole di solo zucchero hanno molti meno effetti collaterali dannosi.
Molti dimenticano che gli antidepressivi conducono a moltissimi effetti collaterali, alcuni dei quali mortali. Ogni anno, nella sola America, tentano il suicidio almeno 750.000 persone, ed in circa 30.000 ci riescono.
Assumere dunque un farmaco che non toglie i sintomi e che di fatto può aumentare il rischio che tu ti uccida... non sembra proprio una gran scelta. Inoltre, siccome la maggior parte della cura si incentra sul farmaco, vengono completamente ignorate molte tecniche sicure, naturali e CHE FUNZIONANO, quali: attività fisica, EFT, vitamina D ed un’accurata alimentazione.
 
6. Ipertensione La definizione di pressione sanguigna alta [ipertensione], si è di molto allargata nel 2003, in modo da permettere alle case farmaceutiche di poter vendere farmaci pieni zeppi di effetti collaterali ad un buon 45.000.000 di persone in più. Dato che il Joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation and Treatment of High Blood Pressure – all’interno di un gigantesco giro di collusione con l’industria farmaceutica – ha deciso che dei valori di fatto relativamente bassi di pressione sanguigna erano diventati dei fattori di rischio cardiaco, di colpo – milioni di persone ed altri milioni a venire – si sono ritrovate etichettate come anormali e bisognose di trattamento per una diagnosi che non sarebbe mai esistita se quel comitato scientifico non si fosse mai riunito.
Un’alta pressione sanguigna che non viene curata è sicuramente una cosa seria e può di fatto portare a disturbi cardiaci ed aumenta il tuo rischio di infarto. Ma la buona notizia è che seguendo un buon programma alimentare – insieme ad attività fisica e ad un programma di tecniche di riduzione dello stress – la maggior parte delle persone normalizza la propria pressione sanguigna senza ulteriori conseguenze.
 
7. Il test PSA per il tumore alla prostata Di fatto questo test rivela ben poco ed un test positivo farlocco porterà senza dubbio ad una rapida biopsia della prostata con la certezza di un rischio di infezioni. Il test PSA (antigene specifico per la prostata), analizza il tuo sangue alla ricerca dell’antigene (PSA) specifico, una sostanza prodotta dalla tua prostata. Quando si riscontrano livelli superiori alla norma, si ritiene sia presente un tumore. Comunque stiano le cose, un test PSA non ha praticamente il minimo impatto sul tasso di mortalità da tumore alla prostata. Non per niente la U.S. Preventive Services Task Force presto raccomanderà che gli uomini non seguano programmi di controllo PAS della prostata.
Oggigiorno, molti esperti concordano che il test PSA è nel migliore dei casi inattendibile e nel peggiore assolutamente inutile per una corretta diagnosi del tumore alla prostata. In molti poi concordano che conduca a falsi positivi ed a trattamenti antitumorali inutili e dannosi. Non diversamente dalla mammografia, il test PSA è diventato una nuova abitudine medica. Il tasso di falsi positivi è alto, ed una quantità di danni non è che la conseguenza dei trattamenti non necessari.
Quello che può avere un grande impatto sulla salute della vostra prostata è la dieta che può prevenire il suo ingrossamento ed il tumore. Ma troppi medici non si curano di questi aspetti.
La dieta deve essere il più possibile organica cioè di cibi naturali, non manipolati industrialmente che comprenda in quantità illimitata verdure fresche ed aromi freschi. Limitate il più possibile gli zuccheri – glucosio e fruttosio – ed i cereali, in modo da mantenere livelli ottimali di insulina, il che riduce in generale il rischio di tumore. Carni trattate o grigliate, latte e derivati pastorizzati industrialmente e derivati dei grassi sintetici non fanno che aumentare il rischio di tumori alla prostata, e vanno evitati.
 
8. Consigli dietetici inappropriati e malsani Molti medici non hanno la minima idea di come sia fatta una dieta sana. Ne consegue che consigliano delle catastrofi alimentari quali i dolcificanti artificiali, oli vegetali al posto del burro, prodotti latteo-caseari privi di grassi e pastorizzati. Molti non vi diranno nemmeno quali cibi potete mangiare per migliorare la vostra salute.
 
9. Le ricette mediche ti possono uccidere e non prendono di mira la causa del problema Una ricetta medica solitamente non è che un cerotto che non viene nemmeno appiccicato vicino alla causa del problema. Molti farmaci sono poi solo pericolosi. Un’analisi di dati condotta l’anno scorso dagli U.S. Centers for Disease Control (CDC), ha rivelato che negli Stati Uniti le morti conseguenti a ricette prescritte correttamente ora superano in numero quelle da incidenti stradali! Quando poi si aggiunge il numero delle morti derivanti da altre pratiche mediche – pronti soccorso ed interventi chirurgici, per esempio – ecco che il moderno sistema sanitario americano diventa la prima causa di morte e danni fisici in America. Ed era il 2003.
Nel 2010, un’analisi pubblicata sul New England Journal of Medicine rivelava che, nonostante ci fossero stati negli ultimi anni degli sforzi volti a migliorare la sicurezza per i malati, il sistema sanitario nel complesso non era cambiato per nulla.
Un esempio per tutti: la pillola contraccettiva Yaz and Yasmin – che è stata appoggiata dal comitato consulente della FDA (Food and Drug Administration), contiene una sostanza denominata drospirenone che rende le donne che l’assumono 7 volte più a rischio di tromboembolia, cioè di un’ostruzione dei vasi sanguigni che può portare ad una trombosi venosa profonda, embolia polmonare, attacchi di cuore e morte. Perchè la FDA ha approvato un farmaco così pericoloso?
È saltato fuori che almeno 4 componenti del comitato di consulenti o avevano lavorato per le case farmaceutiche produttrici o loro subappaltatori, oppure avevano ricevuto da queste finanziamenti per la ricerca.
Stando alla Alliance for Natural Health:«Ognuno dei 4 membri che avevano ricevuto denaro dalla casa produttrice della pillola ha votato a favore. Degno di nota è che la votazione che ha deciso se i benefici della pillola superassero i danni da essa causati è stata a favore della pillola per 4 voti. È poi grottesco che, mentre la FDA ha permesso di votare ai 4 coinvolti con case che producevano il drospirenone, l’istituto lo ha impedito a Sidney M. Wolfe argomentando che, sulla base di dati raccolti per anni, aveva raccomandato ai suoi lettori di non assumere la pillola Yaz».
 
10. Forse il tuo medico non ti dice nemmeno la verità Un’indagine telefonica condotta negli Stati Uniti ha rivelato che il 79% degli Americani si fida del proprio medico. Ma una recente indagine su 1.900 medici ha rivelato che alcuni non sono sempre chiari od onesti con i propri pazienti. Per dirla in modo delicato, i risultati del sondaggio sono un tantino sconvolgenti:
• il 33% dei medici non è completamente d’accordo nell’ammettere con i pazienti propri errori, anche se gravi;
• il 20% non è completamente d’accordo sul fatto che un medico non dovrebbe mai dire al paziente una cosa non vera;
• un sorprendente 40% ritiene che di dovrebbero tenere nascosti ai pazienti i legami finanziari con le industrie farmaceutiche e produttrici di apparecchiature;
• il 10% ammette di aver detto ai propri pazienti qualcosa di non vero durante lo scorso anno.
Quando ci sono da prendere delle decisioni inerenti alla salute, è certo che valga la pena sentire il proprio medico – dopo tutto è pagato per questo. Fortunatamente hai scelto un sistema sanitario che sulla salute la pensa come te e sulla cui esperienza si può contare. Ma ricordati: quando devi prendere una decisione che riguarda la tua salute, devi essere l’avvocato di te stesso: prima di accettare un’esame, delle procedure o delle cure, è importante che tu ponga tutte le domande perché è una tua decisione anche quella di optare per meno trattamenti medici e più metodi naturali per guarire il tuo corpo.
Da ultimo, più ti fai carico in prima persona della tua salute – per esempio prendendoti cura dell’alimentazione per prevenire le malattie – meno avrai bisogno di contare sugli assistenti sanitari forniti dal sistema sanitario. Se segui con cura alcuni principi base – cose semplici come un po’ di esercizio fisico, mangiare cibi integrali, dormire a sufficienza, prendere del sole, ridurre lo stress e coltivare relazioni personali – ridurrai drasticamente il bisogno di cure mediche convenzionali, che di per sé ridurrà oltretutto le possibilità di patire conseguenze per effetti collaterali non previsti.
Ma nel caso tu necessiti di cure mediche, cerca un professionista che ti aiuti a raggiungere un vero star bene e che ti aiuti a scoprire e comprendere le cause più profonde del tuo star male... ed a mettere a punto, per te ,un programma di cure completo e su misura – per esempio di tipo olistico.
 
Dottor Mercola
Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla, revisione di Lorenzo de Vita
Tratto da: http://www.disinformazione.it/10_ragioni_per_evitare_il_medico.htm

domenica 6 novembre 2016

Giornata nazionale per la Cura Naturale del Diabete - 13 Novembre 2016 - Rimini



Il diabete, insieme a cancro e disturbi cardiovascolari, è la principale pandemia del nostro tempo, che colpisce milioni di italiani, fin da piccoli.
Il Dr. Neal Barnard, uno dei massimi esperti mondiali della cura e della guarigione del diabete, verrà in Italia appositamente per esporre i risultati ottenuti.
Oggi abbiamo la certezza che il diabete di tipo 2 (oltre il 90%) può essere curato e guarito in poche settimane o mesi, in maniera naturale, senza farmaci chimici OGM e senza operazioni chirurgiche.
Il diabete è una malattia cronica causata da un difetto nella produzione o nell'azione dell'insulina. Il diabete mellito di tipo 1 riguarda il 10% dei malati e in questo caso il pancreas non produce insulina. Nel diabete di tipo 1 si parla di insulino-dipendenza. Il diabete mellito di tipo 2 è la forma più comune di diabete e rappresenta oltre il 90% dei casi.
 
Guarire si può!
Scopri come


Che cosa è il diabete?
Il diabete è una malattia cronica causata da un difetto nella produzione o nell'azione dell'insulina.
Il diabete mellito di tipo 1 riguarda il 10% dei malati e in questo caso il pancreas non produce insulina. Nel diabete di tipo 1 si parla di "insulino-dipendenza".
Il diabete mellito di tipo 2 è la forma più comune di diabete e rappresenta oltre il 90% dei casi.
L'eccesso di proteine animali, zuccheri, carboidrati raffinati e altri alimenti e bevande "spazzatura" stimola la produzione di molta insulina da parte del pancreas, fino a tre volte e più della norma, ma l'organismo non è più in grado di assorbirla e si sviluppa l' "insulino resistenza".
 
Diabete e Alzheimer
Il diabete e la demenza senile sono strettamente collegati, al punto che alcuni autori e ricercatori definiscono l'Alzheimer come il diabete 3!
 
L'insulina farmaceutica peggiora le cose?
Secondo il Dr. Fung somministrare insulina a un malato di Diabete di tipo 2 è come somministrare alcool a un alcoolizzato.
Come mette ben in evidenza il Dr. Jason Fung, il problema da risolvere nel diabete di tipo 2 non è tanto il livello glicemico del sangue quanto l'insulina-resistenza che si sviluppa. Con la somministrazione dei farmaci in una prima fase e poi dell'insulina farmaceutica successivamente, si ottengono per pochi mesi dei modesti miglioramenti che presto si esauriscono.
Con il passare del tempo si rendono necessarie dosi di insulina crescenti, e le condizioni di salute del malato si cronicizzano fino ad apparire irrimediabilmente peggiorate e senza speranza di recupero. Ma non è così!
 
Farmaco o droga?
L'insulina artificiale farmaceutica è l'equivalente di una droga: crea dipendenza, non risolve il diabete, non lo cura, non lo guarisce, tiene basso l'indice glicemico in maniera artificiale e, dopo un miglioramento che dura pochi mesi, si rendono necessarie dosi sempre più alte.
Ma l'insulina e i farmaci di sintesi chimica OGM possono davvero curare il diabete? Oppure si limitano ad abbassare artificialmente il livello glicemico del sangue, ma non intervengono sulle cause del diabete, che continua a progredire anno dopo anno?
 
Siamo ancora fermi a a cent'anni fa?
Se guardiamo il mondo come era nel 1920 si ha l'impressione di tornare indietro nel tempo. Per questo è sorprendente che per la cura del diabete, così come di altre malattie, siamo rimasti fermi a quell'epoca lontana.
Lo sapevi che la cura del diabete è ancora ferma a un secolo fa, quando nel 1922 i premi Nobel Frederick Banting e John Macleod normalizzano i livelli glicemici di un cane diabetico con un estratto pancreatico acqueo. Per decenni è stata utilizzata come "cura" l'insulina prodotta dai maiali, con gravi effetti collaterali. Questi prodotti sono meno efficaci, più pericolosi e molto più cari dei precedenti, ma le industrie produttrici hanno manipolato studi e ricerche.
I risultati scientifici confermano l'importanza della dieta: la dieta vegetariana riduce fino al 34% il rischio di diabete 2.

 
La giornata nazionale per la
prevenzione e la cura naturale del
diabete nasce per realizzare insieme
un desiderio e una speranza
 
Cosa hanno scritto
"...il problema fondamentale del diabete di tipo 2 sembra essere l'accumulo di piccole quantità di grasso all'interno delle cellule muscolari, che rende difficile all'insulina svolgere il proprio compito, bloccandone il cosiddetto segnale. Ossia, esse interferiscono con il processo attraverso il quale l'insulina apre la membrana della cellula per far entrare il glucosio"
- Neal Barnard, Curare il diabete senza farmaci, Sonda

"Il trattamento del diabete con i farmaci dà ai pazienti un falso senso di sicurezza perché pensano erroneamente che se i loro livelli di glucosio sono in qualche modo sotto controllo significa che essi sono in buona salute. L'insulina è un farmaco pericoloso per i diabetici di tipo 2. Ci sono persone in sovrappeso che la utilizzano, ma ciò porta ad un ulteriore aumento di peso e accelera il diabete. Si dà il via ad un circolo vizioso che porta i pazienti ad avere bisogno di sempre più insulina a mano a mano che ingrassano"
- Joel Fuhrman, Mangiare per vivere - Eat to Live, Macro Edizioni
"Fortunatamente, una dieta vegetale, seguita con coerenza per almeno alcune settimane, riesce a invertire la rotta, a disintossicare l'organismo e a rimettere in moto il metabolismo, anche quello insulinico. Persino i diabetici di tipo 1 ne traggono notevoli vantaggi e possono ridurre gradualmente i dosaggi dei farmaci"
- Gudrun Dalla Via, Guarire e prevenire il diabete con metodi naturali, Macro Edizioni

IN QUESTO SEMINARIO RICEVERAI:
Informazioni importanti e sicure, aggiornatissime e verificate scientificamente, con cui otterrai grandi benefici per la tua salute. È ormai certo che si può migliorare e guarire facilmente dal diabete di tipo 2, quello più diffuso (90% delle diagnosi di diabete), e avere miglioramenti e maggiori possibilità di guarigione da quello di tipo 1. Gli interventi degli esperti che parteciperanno e le testimonianze di coloro che sono guariti, metteranno in evidenza lo stretto legame tra quanto e cosa si mangia e la gravità dei nostri disturbi, dal sovrappeso all'obesità.

Relatori della giornata


NEAL D. BARNARD
 
È uno dei più grandi esperti al mondo sul diabete. È il presidente della Physicians Committee for Responsible Medicine e professore di medicina alla George Washington University.
Barnard ha condotto numerose ricerche che studiano gli effetti della dieta sul diabete, sul peso corporeo e il dolore cronico, compreso uno studio innovativo di interventi dietetici nel diabete di tipo 2 finanziati dal National Institutes of Health.
È autore di oltre 70 pubblicazioni scientifiche e 15 libri, tra cui Supercibi per la mente (Sonda, 2013) e Curare il diabete senza farmaci (Sonda, 2015). Nel 2014 ha ricevuto il premio internazionale Empty Cages per il suo impegno nei confronti degli animali e dell'ambiente.
Nel suo libro Curare il diabete senza farmaci cerca di sfatare una teoria consolidata secondo la quale si pensa che il diabete sia una malattia improvvisa e irreversibile, basata sulla convinzione medica che il processo di creazione di insulina ad un certo punto diventi cosi disfunzionale da non potere essere più invertita. Se parliamo però di diabete di tipo 2 questa cosa parrebbe non essere vera, e il libro pagina dopo pagina la confuta (sulla base di esperimenti scientifici) Seguendo l'alimentazione del dottor Neal Barnard, si riescono a controllare gli zuccheri tre volte meglio che con un programma classico per diabeti. I pasti resteranno regolari e con la stessa cadenza, ma dovranno essere
preparati secondo la ripartizione dei 4 Nuovi Gruppi di Cibi: verdura, frutta, cereali integrali e legumi.
Ecco quali possono essere i benefici di questo nuovo regime alimentare: – meno farmaci per il controllo del diabete – riduzione delle complicazioni del diabete – perdita di peso, abbassamento del colesterolo e della pressione del sangue.

 
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FRANCESCO OLIVIERO
 
 
Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Firenze e specialista in Psichiatria e in Pneumologia.
Dal 1989 ha cominciato il percorso della Medicina Non Convenzionale (MNC), occupandosi di Omeopatia, Omotossicologia, Agopuntura, Elettroagopuntura secondo VOLL, Medicina Tradizionale Cinese, Medicina Bioenergetica,
Medicina Quantistica.
Oliviero considera la cosiddetta "medicina alternativa" la base della vera Ars Medica, una conoscenza fondamentale per ogni medico che voglia fare il bene del proprio paziente.
«La malattia – sostiene Oliviero - è il "grido dell'Anima", che ci segnala che i propri bisogni e desideri non sono più in risonanza con le esigenze della mente egoica, il servomeccanismo che ci permette di sopravvivere
nella nostra realtà spazio-temporale. In questo caso si verifica un messaggio nel corpo, che chiamiamo sintomo e poi malattia».


 
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GABRIEL COUSENS (Intervento video)

Il Dott. Cousens ricopre molti ruoli: medico olistico, omeopata, psichiatra, terapeuta della famiglia, esperto ayurvedico ed erborista cinese. È un leader mondiale nello studio e nella ricerca del diabete, un leader ecologico, maestro spirituale, fondatore e direttore della Fondazione Albero della Vita (Tree of Life Center US). Inoltre è autore di successo di Curare il diabete in 21 giorni.
È considerato uno dei più importanti live-alimentari, medici vegan, medici olistici e l'esperto mondiale sulla nutrizione spirituale.
Il Dott. Cousens è anche riconosciuto come "il guru del digiuno ed esperto di disintossicazione" dal New York Times.
Il Dott. Cousens ha insegnato in 40 paesi del mondo e ha parlato del trattamento del diabete e del tema della prevenzione nelle scuole di medicina in molti di questi paesi.
 
 
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MARCELLO PAMIO
 
Naturologo, insegna Nutrizione Superiore in alcune scuole di naturopatia ed è autore di diversi libri su salute e benessere, tra cui "Diabete e Cancro spa". Cofondatore dell'Associazione "Oltre il diabete".
Dal 1999 gestisce il sito Disinformazione.it
 
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GUDRUN DALLA VIA
 
È un'autrice affermata, specializzata nel campo delle terapie naturali e delle medicine dolci. È docente di dietoterapia naturale in diverse scuole di naturopatia.
I suoi libri sono stati tradotti in numerose lingue e sono diffusi in tutto il mondo.


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DOMENICO BATTAGLIA
 
 
Laureato in Medicina e Chirurgia, Specialista in Urologia e Andrologia. Master Internazionale di I livello in Alimentazione e dietetica Vegetariana. Collabora con l'associazione "Oltre il Diabete".
Applica un approccio alimentare a base vegetale naturale ed integrale a patologie cronico-degenerative. Ritiene che una medicina moderna ed efficace, debba guardare all'uomo nella sua interezza andando ad incidere sulle cause piuttosto che sui sintomi.
Insegnante di Meditazione Trascendentale. Grazie a percorsi di consapevolezza ed integrazione della personalità ha appreso strumenti per meglio decifrare e comprendere percorsi interiori quanto esteriori.


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JOEL FUHRMAN (Intervento video)
 
Il Dott. Fuhrman dedica la sua vita alla ricerca nutrizionale lavorando con i ricercatori nutrizionali di tutto il mondo. La sua esperienza comprende 25 anni di esperienza di cura per più di 10.000 pazienti con gravi condizioni di salute e, nella maggior parte dei casi, per facilitare il loro recupero tramite metodi nutrizionali.
I suoi libri più
famosi sono Eat to live - La dieta FuhrmanLa fine del diabete di prossima pubblicazione sono una valutazione senza compromessi che offre il gold standard di eccellenza nutrizionale per favorire il maggiore potenziale per la prevenzione delle malattie e cercare così di estendere la durata della vita umana.

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ROBERTO ANTONIO BIANCHI
 
È uno specialista in Igiene e Medicina Preventiva e in Medicina del Lavoro. È anche un nutrizionista e specialista in cure naturali. I suoi principi fondamentali per una longevità in salute sono l'Alimentazione, la Respirazione, il Movimento e la Postura. Dirige la clinica Casa Salute a Cremona.
 
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Programma della giornata


  • ore 8.00 - 9.30 | Registrazione dei partecipanti 
  • ore 9.30 - 10.00 | Introduzione Associazione "Oltre il diabete"
  • ore 10.00 - 10.45 | Gudrun Dalla Via, Guarire e prevenire il diabete con metodi naturali
  • ore 10.45 - 11.15 | Pausa (con video in sala)
  • ore 11.15 - 12.00 | Neal D. Barnard
  • ore 12.00 - 12.45 | Francesco Oliviero
  • ore 12.45 - 14.15 | Pausa pranzo
  • ore 14.15 - 15.00 | Intervento di Domenico Battaglia e altre testimonianze
  • ore 14.45 - 15.45 | Marcello Pamio
  • ore 15.45 - 16.15 | Pausa (con video in sala)
  • ore 16.15 - 17.00 | Neal D. Barnard
  • ore 17.00 - 18.00 | Video interviste di medici – testimonianze di guarigione
  • ore 18.00 - 18.30 | Conclusioni

Struttura del corso


Il convegno si svolgerà Domenica 13 Novembre 2016 dalle 9:30 alle 19:00 circa presso il Palacongressi di Rimini nella Sala del Tempio (Piano Terra).

Location dell'evento


Location dell'evento il Palacongressi di Rimini,  la più grande struttura per l'organizzazione di congressi del nostro Paese, unica per originalità strutturale, dotazioni tecnologicheottima dotazione di parcheggi interrati e forte attenzione per l'ambiente.