lunedì 28 settembre 2015

Creazione di Malattie

Questo post è completamente  ispirato al Grande lavoro di Marcello Pamio, ricercatore indipendente ed esperto in Igiene Naturale, che sull’argomento ha tenuto diverse conferenze, scritto articoli e libri.

Marcello Pamio al Convegno del 18 Maggio 2014 a Padova

Creare farmaci per persone sane e convincere i sani di essere malati sembra una battuta, una cosa impossibile o quantomeno un ipotesi complottistica.
Invece Creare Malattie dal nulla o quasi è quello che si sta facendo ormai da anni sotto i nostri occhi, senza che i più se ne accorgono (classico esempio del principio della rana bollita) e con la complicità di molti.
 Ma come si procede alla Creazione di Malattie ?
Fondamentalmente si usano 3 tecniche:

-      Abbassare i “valori di normalità”
-   Anticipare nel tempo la diagnosi 
(senza però essere in grado di curare la malattia)
- Creare vere e proprie malattie 
(o facendo degenerare in malattia aspetti fisiologici e/o psicologici umani)

In questo contesto le parole utilizzate per realizzare l’inganno sono molto importanti, un significativo esempio è definire tutta una serie di screening come “esami preventivi” quando in realtà di preventivo non c’è un bel nulla!
L’esame di qualsiasi genere è diagnostico trova o non trova qualcosa …
La prevenzione può essere fatta solo con lo Stile di Vita!

Ritornando alle tecniche di Creazione di Malattie ecco qualche esempio di Abbassamento dei “valori di normalità” a cura di commissioni composte da personaggi legati “casualmente” al mondo delle case farmaceutiche:
COLESTEROLO LDL
Trattamento se valore < 115 mg/dL (giugno 2003)
Nuovo parametro di riferimento < 100 mg/dL (luglio 2003)
Numero di nuovi malati negli USA : 42 milioni
8 dei 9 esperti che hanno abbassato la soglia del colesterolo erano consulenti a pagamento di aziende farmaceutiche.

DIABETE
Valore “normale” glicemia  < 140 mg/dL (fino al 2000)
Nuovo valore “normale” glicemia < 126 mg/dL (dopo il 2000)
Numero di nuovi malati nel mondo : 366 milioni

TRIGLICERIDI
Valore “normale” : 200 mg/dL (giugno 2003)
Nuovo valore di “normalità” : 150 mg/dL (luglio 2003)

… e ci sono tanti altri casi … (cliccare sulle immagini per ingrandirle)


Un'altra tecnica utilizzata per aumentare i malati è lo screening di massa che spesso come nel caso del Cancro anticipa la diagnosi senza ridurre la mortalità (vedi img)

Inoltre questi esami sempre più dettagliati (e spesso invasivi) molto spesso trovano valori squilibrati e possibili anomalie anche a livello cellulare che potrebbero tranquillamente non portare a nessuna conseguenza (sovradiagnosi) 
come nei casi di numerose autopsie, in seguito a decessi per altre cause, in cui sono stati trovati numerosi casi di tumori regrediti o neutralizzati dall’organismo. (cliccare sulle immagini per ingrandirle)

Infine un ‘altra tecnica molto utilizzata è quella di creare vere e proprie malattie dal nulla facendo semplicemente degenerare in malattia normali aspetti fisiologici e/o psicologici umani.
È il caso di gravidanza, disturbo premestruale, timidezza (ansia sociale), iperattività nei bambini, shopping compulsivo, vescica iperattiva, etc …


"Quello che ci fa ammalare è un epidemia di disagnosi"

Il loro sogno è di creare farmaci per le persone sane e convincerle di essere malate e purtroppo ci stanno riuscendo ...
 
(cliccare sulle immagini per ingrandirle)


SVEGLIA !!!

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Video Completo della Conferenza




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Articoli di approfondimento:

Le Pandemie inventate come strategia di “Disease Mongering”?Nuovi vaccini pandemici per "nuovi malati". Ecco la medicalizzazione della societàdi Marcello Pamio

 
Pandemrix (suina), Prepandrix (aviaria) e Focetria (suina): questi i nomi dei nuovi vaccini pandemici, approvati in Europa.
La britannica GlaxoSmithKline e l’elvetica Novartis, ringraziano ovviamente l’Agenzia Europea del Farmaco, (E.M.E.A. “European Medicines Agency”) - lo strumento principe nelle mani delle lobbies farmaceutiche - per aver dato il via libera a questi nuovi “veleni”.
L’importante decisione è stata presa dal “Comitato per i prodotti medicinali a uso umano” (C.H.M.P. “Commitee for Medicinal Products for Human Use”).
Anche se la notizia è recentissima (25 settembre 2009)[1] e interessa la salute di centinaia di milioni di persone, nessun media ha dato un meritato risalto.
Attenzione perché, non stiamo parlando della ridicola influenza porcina e/o stagionale, o della nuova-vecchia conoscenza: l’aviaria (leggi l’articolo “La Teoria dell’origine virale delle malattie”).
Il problema serio infatti non sono le pandemie inventate (Antrace, Sars, Aviaria, Suina, ecc.) dall’establishment medico-scientifico, ma i loro “rimedi”: i farmaci-vaccini-veleni.
Non a caso la nostra è un’epoca contrassegnata dal “Disease Mongering”, (“mercificazione della malattia”, "creazione della malattia"), cioè da quella criminale operazione di Marketing spietato, finalizzata alla creazione vera e propria di malattie (vedi ipercolesterolemia, osteoporosi, malattie epidemiche, pandemie, ecc.) e alla medicalizzazione di aspetti normalissimi della vita (gravidanza, parto, menopausa, vecchiaia, ecc.) con il duplice obiettivo di spacciare e vendere farmaci da una parte e avere il controllo delle persone dall’altro.
Una persona ammalata (anche se oggettivamente è sana) NON è una persona libera.


        Una persona non libera è facilmente manipolabile…

 
Come avviene questa “Medicalizzazione della società”? Il 25 giugno 2005 lo stesso B.J.M. “British Medical Journal” (il giornale della casta dei camici bianchi britannici) lancia l’allarme della «eccessiva medicalizzazione e della continua riduzione dei valori di normalità della pressione arteriosa e del colesterolo».
Cosa significa questo allarme?
Significa che le lobbies del farmaco con il connubio delle istituzioni sanitarie internazionali continuano ad abbassare i valori di “normalità” (pressione arteriosa, colesterolo, trigliceridi, glicemia, densità ossea, ecc.) da una parte, e aumentare gli “Screening di massa” dall’altra, rendendo “malate” milioni di persone, oggettivamente sane! Queste persone “sane”, con la compiacenza/ignoranza dei medici, saranno “curate” con droghe e/o veleni, intossicandole e facendole diventare malate per davvero.
Tecnicamente avviene in 3 passaggi:
 
1) "PIANO QUANTITATIVO": ABBASSANDO LE SOGLIE Ecco qualche esempio:
Trigliceridi:
- Valore “normale” a giugno 2003: 200mg/dL (2,3 mmol/L)
- Nuovo valore “normale” (luglio 2003): 150 mg/dL (1,7 mmol/L)Significa che a fine giugno 2003 coloro che avevano i trigliceridi da 150 mg/dL a 200 mg/dL erano sani, e dal primo luglio malati!
Colesterolo:
- Trattamento se LDL < 115 mg/dL (3 mmol/L) a giugno 2003
- Nuovo parametro se LDL < 100 mg/dL (2,6 mmol/L) a luglio 2003
Significa che a fine giugno 2003 coloro che avevano il colesterolo LDL da 100 mg/dL a 115 mg/dL erano sani, e dal primo luglio invece malati!
Stiamo parlando di decine di milioni di persone!!!
Diabete:
- Valore “normale” se Glucosio < 140 mg/dL (fino al 2000)
- Nuovo parametro se Glucosio <   126 mg/dL (dopo il 2000)
Significa che nell’anno 2000, coloro che avevano il livello di Glucosio da 126 mg/dL a 140 mg/dL erano sani, mentre da capodanno malati!
Lo stesso dicasi per i valori della pressione arteriosa.
 
2) “PIANO TEMPORALE”: DIAGNOSI PRECOCE
Con gli Screening di massa si invitano, mediante la paura e il terrorismo psicologico, persone oggettivamente sane a cercare qualche malattia che nessuno vorrebbe avere.
Un esempio per tutti: la mammografia che i medici all’unisono consigliano e spesso raccomandano di fare alle donne sopra una certa età, serve oppure no?
Ecco cosa dice la conclusione dello studio dell’ufficialissimo Cochrane Collaboration[2] e pubblicato nel “Cochrane Systematic Review” nel 2006.
Per ogni 2000 donne partecipanti allo screening, 1 avrà, dopo 10 anni, la vita prolungata (1 decesso per tumore al seno evitato rispetto a 2000 donne che non hanno fatto la mammografia).  10 saranno trattate per un tumore al seno in modo non necessario (overtreatment).Quindi: “0,5 decessi evitati ogni 1000 donne che fanno la mammografia per 10 anni, rispetto a 1000 donne che non si sottopongono allo screening mammografico
Senza contare i devastanti effetti psicologici dei “falsi positivi” per coloro che eseguono la mammografia: l’esame rivela qualcosa (nodulo, tumore, cancro, ecc.) che in realtà NON c’è. Su 1000 donne ben 242 avranno appunto una “sospetta diagnosi di cancro al seno non confermate dopo ulteriori esami”. (Barrat et al, British Medical Journal 2005).
Quindi i “falsi positivi” si aggirano intorno al 24%. Quante di queste donne saranno operate inutilmente? Quante di queste donne, a causa dello "stress da diagnosi", potrà innescare meccanismi psico-fisici ("effetto nocebo") molto pericolosi, dando origine a patologie vere e proprie?

 
3) “PIANO QUALITATIVO”: NUOVE MALATTIE In questo caso gli esempi sono così numerosi che per problemi di spazio non è possibile elencarli: osteoporosi, sindrome premestruale, colon irritabile, ecc.
In questa sede c’interessano solo le pandemie, per cui leggiamo cosa effettivamente contengono questi vaccini.
Cosa contiene il “nuovo” vaccino Pandemrix per la suina? Documenti ufficiali dell’E.M.E.A. (scaricabili in formato Pdf, vedi note) riportano integralmente la lista dei componenti di questo farmaco.
A seguito della miscelazione, 1 dose (0,5 ml) contiene:
- Virus influenzale frazionato, inattivato, contenente l’antigene (propagato in uova) equivalente a
A/California/7/2009 (H1N1) ceppo di tipo v (X-179A). 3,75 microgrammi.
- AS03 composto di Squalene  (10,69 milligrammi), adiuvante;
- DL-α-tocoferolo (11,86 milligrammi),
- Polisorbato 80 (4,86 milligrammi).
- Tiomersale (sale di mercurio!), eccipiente;
Quali sono gli effetti collaterali del Pandemrix?[3]
Come tutti i medicinali, Pandemrix può causare effetti indesiderati anche seri.• Infiammazione transitoria cerebrale e dei nervi che comporta dolore, debolezza e paralisi.
• Restringimento od ostruzione dei vasi sanguigni con problemi renali
• Reazioni allergiche che portano ad una pericolosa diminuzione della pressione sanguigna, che, se non trattata, può portare al collasso, coma e morte
• Convulsioni
• Dolore intenso lancinante o pulsante lungo uno o più nervi
• Bassa conta piastrinica che può dar luogo a sanguinamenti o a formazione di lividi
• Reazioni cutanee generalizzate compresa orticaria.
• Dolore, rossore, gonfiore o formazione di un nodulo duro al sito di iniezione.
• Gonfiore delle ghiandole del collo, delle ascelle o dell’inguine
• Capogiri
• Diarrea, vomito, mal di stomaco, nausea 

                
Cosa contiene il “nuovo” vaccino Prepandrix per l'aviaria? Documenti ufficiali dell’E.M.E.A. (scaricabili in formato Pdf, vedi note[4]) riportano integralmente la lista dei componenti di questo farmaco.
A seguito della miscelazione, 1 dose (0,5 ml) contiene:
- Virus influenzale frazionato, inattivato, contenente l’antigene (propagato in uova) equivalente a A/Indonesia/05/2005 (H5N1) ceppo equivalente (PR8-IBCDC-RG2) 3.75 microgrammi
- AS03 composto di Squalene (10,69 milligrammi), adiuvante;
- DL-α-tocoferolo (11,86 milligrammi);
- Polisorbato 80 (4,86 milligrammi).
- Contiene 5 microgrammi di Tiomersale (eccipiente a base di Mercurio).
- Altri composti chimici

 
Quali sono gli effetti collaterali del Prepandrix?[5] Come tutti i medicinali, Pandendrix può causare effetti indesiderati anche seri.• Infiammazione transitoria cerebrale e dei nervi che comporta dolore, debolezza e paralisi.
• Restringimento od ostruzione dei vasi sanguigni con problemi renali
• Reazioni allergiche che portano ad una pericolosa diminuzione della pressione sanguigna, che, se non trattata, può portare al collasso, coma e morte.
• Convulsioni
• Dolore intenso lancinante o pulsante lungo uno o più nervi
• Bassa conta piastrinica che può dar luogo a sanguinamenti o a formazione di lividi
• Reazioni cutanee generalizzate compresa orticaria.
• Gonfiore delle ghiandole del collo, delle ascelle o dell’inguine
• Capogiri
• Diarrea, vomito, mal di stomaco, nausea
Cosa possono provocare gli additivi contenuti nai vaccini? I “nuovi” vaccini pandemici, accettati e commercializzati dall’EMEA, contengono veleni, come:
- Tiomersale --> Questo conservante si idrolizza spontaneamente per via enzimatica a Etilmercurio, che ha un comportamento tossicologico simile a quello del Metilmercurio, per il quale sono noti da tempo e sono a disposizione numerosi dati sugli effetti neurotossici.[6]
- Squalene --> Il nostro Sistema Immunitario riconosce lo Squalene come una molecola d’olio appartenente al corpo (infatti si trova in tutto il sistema nervoso e nel cervello e si può consumarlo con l’olio d’oliva). Quando però viene iniettato e non digerito, la via d’ingresso è anormale, e incita il Sistema Immunitario ad attaccare tutto lo Squalene nel corpo, non solo quello contenuto nell'adiuvante. Il sistema immunitario, quindi, tenterà di distruggere la molecola ovunque la trovi, inclusi i luoghi dove è vitale per la salute del sistema nervoso[7]. I veterani della Guerra del Golfo che hanno contratto la sindrome che porta questo nome ricevettero vaccini all’antrace che contenevano Squalene[8]. L’MF59 (l'adiuvante allo Squalene della Novartis, ora usato nel vaccino contro la febbre suina) fu un ingrediente NON approvato nei vaccini sperimentali all’antrace e da allora è stato collegato alle malattie devastanti e autoimmuni di cui soffrono molti veterani del Golfo.[9]
Polisorbato 80 --> Questo ingrediente (inserito pure nel vaccino contro il cancro al collo dell’utero “Gardasil”) è noto per provocare seri effetti collaterali come: infertilità, convulsioni epilettiche, aborti spontanei e shock anafilattici anche mortali.
Avrete capito che il vero problema non sono le pandemie, create ad arte dall’establishment e propagandate da medici e media, ma i farmaci e vaccini stessi.
Tali veleni sono estremamente pericolosi per la salute umana perché aumentano la Tossiemia dell’organismo, già di per sé pieno di tossine, e scatenano reazioni allergiche molto forti che vanno ad indebolire il già indebolito sistema immunitario oltre a disperdere l’importantissima energia vitale.
Quindi questi veleni sistemici - per coloro che non lo avessero ancora compreso - servono per farci intossicare più rapidamente, predisponendoci alle malattie future.
Malattie che limitano la nostra capacità pensante (pensare fino in fondo), e che quindi impediscono di essere e divenire “uomini liberi”, responsabili della nostra Vita.
Il tutto per la gioia dei Controllori…

[1] EMEA, Press Release, London 25 settembre 2009 http://www.emea.europa.eu/pdfs/human/press/pr/60627409en.pdf

[2] La Cochrane Collaboration è una iniziativa internazionale no-profit nata con lo scopo di raccogliere, valutare criticamente e diffondere le informazioni relative alla efficacia degli interventi sanitari. Attualmente oltre 14.925 operatori sanitari, ricercatori e rappresentati di associazioni di pazienti sono impegnati in oltre 97 paesi del mondo in questa attività. http://www.cochrane.it/it/collaboration.html

[3] “Riassunto delle caratteristiche del prodotto, Par. 4 - “Possibili effetti collaterali” http://www.emea.europa.eu/humandocs/PDFs/EPAR/pandemrix/emea-combined-h832it.pdf
[4] “Riassunto delle caratteristiche del prodotto Prepandrix” http://www.emea.europa.eu/humandocs/PDFs/EPAR/prepandrix/emea-combined-h822it.pdf
[5] “Riassunto delle caratteristiche del prodotto, Par. 4 - “Possibili effetti collaterali” http://www.emea.europa.eu/humandocs/PDFs/EPAR/pandemrix/emea-combined-h832it.pdf
[6] “Uso dei vaccini per l’infanzia che contengono Tiomersale” http://www.levaccinazioni.it/Professionisti/FilesUploaded/2001~4~18~12~18~9~1940/96.asp#struttura
[7] Vaccination Liberation, Adjuvant Index Page http://www.vaclib.org/basic/adjuvants.htm
[8] Autoimmune Technologies, News Release: SQUALENE FOUND IN ANTHRAX VACCINE, http://www.autoimmune.com/SqualeneInVaccine.html


Fonte: http://www.disinformazione.it/pandemie.htm

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DSM e le diagnosi inventate
Tratto da “Il marketing della psichiatria”  di Marcello Pamio
 
Come detto, gli psichiatri hanno da sempre agognato il riconoscimento ufficiale da parte della medicina affinché la loro fosse considerata vera e propria scienza. La medicina moderna per effettuare le proprie diagnosi ha esami quali t.a.c, ecografia, risonanza, ecc., nonché esami di laboratorio quali analisi di sangue, urine, biopsie che evidenziano, come prova dell’esistenza di una malattia, degli aspetti materiali.
La psichiatria in realtà non ha nulla di materiale che possa comprovare una malattia, non ha nessun esame fisico che dimostri o provi l’esistenza del disagio psichico.
La domanda posta dal mondo accademico rimaneva sempre questa: senza esami specifici, che possono confermare la presenza o meno di un disturbo mentale, come può funzionare la diagnosi psichiatrica?

 
Qui entra in gioco il valore, accettato oramai come assoluto, del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (D.S.M.), il testo pubblicato dall’A.P.A. (Associazione Psichiatrica Americana) che rappresenta la bibbia degli psichiatri di tutto il mondo.
Esso é nato dal desiderio degli psichiatri e psicologi dell’epoca per essere accettati dalla comunità scientifica e solamente come mezzo per far sembrare il tutto scientifico.
Nonostante il titolo però, il testo non contiene alcuna statistica.  
Quasi tutti i concetti clinici, usati ai giorni nostri, hanno avuto origine in quel periodo e l’attuale moderno approccio di classificare i disturbi psichiatrici risale ancora al XIX secolo.
Il padre della cosiddetta classificazione psichiatrica fu lo psichiatra tedesco Emil Kraepelin, che cercò di classificare gli stati mentali alla stregua di stati patologici.  
All’epoca si ritenevano essere malattie “biologiche” del cervello la demenza precoce, malattie maniaco-depressive, psicosi paranoide,  tre  disturbi che si ritrovano anche nell’odierno D.S.M.
Kraepelin cercò di classificare anche i vari stati mentali alla stregua di questi tre e tra le malattie psichiatriche da lui individuate compaiono:   il criminale nato i bugiardi,i truffatori patologici e la masturbazione.

 
Kraepelin era direttore della Reale Clinica Psichiatrica di Monaco e fu lui il vero padre del “morbo di Alzheimer”.
La storia riconosce la paternità al dottor Alois Alzheimer, da cui ha preso il nome, ma fu Kraepelin a coniare ufficialmente il termine    malattia di Alzheimer (Alzheimer Krankheit).
Inventando di sana pianta l’Alzheimer, Kraepelin aveva conquistato un territorio diagnostico molto importante e, secondo alcuni storici, nel consolidare l’esistenza della malattia giocò un ruolo importante la diatriba tra lui e Sigmund Freud.
A quel tempo la teoria di Freud rivoluzionò lo studio delle nevrosi attribuendo i sintomi delle malattie psichiatriche all’inconscio,  ipotizzandone la cura tramite la psicoanalisi. Queste teorie erano però in netto contrasto con la concezione organicistica delle malattie mentali sostenuta da Kraepelin e Alzheimer: per loro le malattie avevano una base organica che poteva essere accertata scientificamente.
Si venne a creare una profonda divisione tra psichiatria a base organica e psichiatria freudiana poiché ognuna di queste correnti cercava il proprio riconoscimento medico: la posta in gioco era elevatissima.

 
La determinazione di Kraepelin, affinché la malattia di Alzheimer fosse classificata come patologia organica, è il tentativo strategico di conquistarsi quel riconoscimento, oltre naturalmente a non perdere il proprio orgoglio di scienziato e la fama di studioso.
Quando Kraepelin incluse l’Alzheimer nel suo testo Psychiatrie, diede l’avvio a una storia che, col tempo é diventata molto lunga.
Da un paziente singolo infatti, bollato in modo approssimativo del morbo di Alzheimer, oggi si é arrivati a contare svariate decine di milioni!
Kraepelin dedicò l’intera sua vita per dimostrare questa ipotesi senza mai però riuscirci, tanto che alla fine concluse che “era quasi impossibile distinguere scientificamente la persona normale da quella malata di mente”.
Nonostante tale onesta presa di coscienza, il sistema di Kraepelin divenne molto famoso e prese piede rapidamente in Germania, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e fu solo grazie a questo, se finalmente fu possibile parlare di pazienti poiché, fino a quel momento nessuno, in modo concorde, poteva parlare in questi termini. 
Fu nel 1952 che venne redatto il primo D.S.M. in cui la parola  disturbo  viene usata solo come eufemismo per indicare una malattia mentale.
In questo libro vengono catalogate malattie mentali per le quali però non è mai stata scoperta alcuna alterazione medica biologica.
La prima edizione era composta da 130 pagine ed elencava 112  disturbi mentali , basati non su esami scientifici riproducibili, ma su voti apposti in una scheda di votazione inviata per posta al 10% dei soci psichiatri dell’A.P.A.

 
Venivano definiti anormali aspetti e comportamenti di vita come:
-         trattenere il fiato
-         mangiarsi le unghie
-         ciucciarsi il pollice
-         sonnambulismo
-         scarsa efficienza
-         timidezza (definita “S.A.D., Disturbo da Ansietà Sociale”)
-         omosessualità.
Osservando tutto ciò si può ben affermare come la psichiatria, classificando un comune comportamento come disturbo mentale, stesse cercando in realtà d’impossessarsi della stessa vita!
Nel 1968 viene redatto la nuova edizione, il D.S.M. - II,  ampliata e aggiornata a 145 disturbi.
Inoltre per elevarla e portarla a livello internazionale, questa edizione fu allineata all’I.C.D. (Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari Connessi.
Quest’ultima é una classificazione molto usata in Europa e nel mondo, che, oltre alle diagnosi psichiatriche, elenca reali patologie di natura medica.
Divenne così il primo importante passo compiuto dalla psichiatria per essere accettata nell’ambito medico in concomitanza, strano caso, con l’ondata di popolarità dei primi psicofarmaci messi in commercio in quel periodo, tra i quali il Miltown e soprattutto il Valium. 
Al D.S.M.-II però mancava ancora la scientificità: non esistevano ancora delle spiegazioni biologiche…
La soluzione fu trovata tramite la pubblicazione di un manuale che potesse definire i disturbi mentali in modo ancora più preciso: nacque così nel 1980 il D.S.M.-III, a  cura dello psichiatra Robert Spitzer.
Da questo momento in poi le diagnosi diventarono di natura puramente biologica e le definizioni vennero gonfiate fino a raggiungere il numero 259.
Ma ancora non bastava.
Per far accettare al mondo l’idea che la psichiatria fosse una vera scienza medica il tutto doveva venir arricchito anche tramite una teoria che suonasse scientifica.
Fu ripresa allora a tale scopo la nozione dello “squilibrio chimico” (chemical balance), una teoria ipotizzata dallo psichiatra Joseph J. Schildkraut nel 1965, per cercare di spiegare in tal modo la depressione. 


  Per lui la vera causa dei disturbi psichiatrici era  causata dallo squilibrio chimico dei neuro trasmettitori nel cervello.
La realtà è che non esistono squilibri chimici misurabili; non esistono esami di laboratorio che dimostrano un qualsiasi squilibrio nel cervello; e quindi non c’è verso di misurare tale squilibrio.
“Nessuno ha mai misurato, dimostrato o creato un test, per mostrare uno squilibrio chimico nel cervello. Punto e basta”. Dottor Thomas Szasz 
Schildkraut non fu mai in grado di provare tale squilibrio chimico ma oramai la comunità psichiatrica e le lobbies del farmaco avevano adottato la sua teoria come “plausibile spiegazione medica per i disturbi mentali”.
Nonostante lo squilibrio chimico fosse un termine usato come marketing pubblicitario, dal D.S.M.-III in poi gli psichiatri e l’industria farmaceutica hanno iniziato ad adottare e promuovere tale termine perché suonava “molto scientifico”.
Con questa nuova aura di scientificità la psichiatria poteva iniziare ora a far parte della medicina.
La glicemia di una persona può essere misurata mediante uno specifico esame del sangue assolutamente riproducibile e quindi, per conseguenza é accettabile come prova scientifica.
Premesso questo, secondo le teorie psichiatriche la depressione sarebbe causata dalla carenza di una sostanza chimica chiamata serotonina, e per regolarizzarne il livello, la cura consisterebbe nella somministrazione di uno psicofarmaco.
Numerosi studi hanno dimostrato invece che il livello misurabile della serotonina non ha nulla a che vedere con squilibri e depressione.
Rimane allora ancora senza risposta la domanda di quale sia la causa vera della depressione.
Anche i bambini etichettati come iperattivi (A.D.H.D.) avrebbero uno squilibrio chimico nel cervello secondo tale modo di cercare le cause delle malattie in sostanze chimiche. A tutt’oggi anche tale squilibrio, come per la depressione, non viene evidenziato da nessun esame conosciuto. 

  Definire malattia l’A.D.H.D. deriva, come tantissime altre definizioni, da una arbitraria e totalmente soggettiva interpretazione degli psichiatri.
La creazione di nuove malattie prosegue e nel 1994 viene pubblicato il D.S.M.-IV, un tomo arricchito di quasi 886 pagine del peso di 2 chili e mezzo, che elenca 374 definizioni di disturbi mentali.
A questo punto da semplice manuale diventa, a tutti gli effetti, una vera e propria industria.
Non tutti però sono d’accordo con tali creazioni.
Non esiste una definizione di disturbo mentale. E’ una str..zata!”. Così ha dichiarato il dottor Allen Frances, il capo redattore del D.S.M.-IV.
Al momento non conosciamo le cause di praticamente nessun disturbo mentale.”, rincara Darrell Regier, direttore delle ricerche dell’A.P.A. e presidente della Task Force per il D.S.M.-V.
Due tra le massime autorità a livello mondiale della psichiatria affermano che “non esiste una definizione di disturbo mentale” e che “non conosciamo le loro cause”.
Questa affermazione, oltretutto in modo incongruente, viene confermata dallo stesso D.S.M. che nell’introduzione riporta: “Sebbene in questo manuale venga definita una classificazione dei disturbi mentali, si deve ammettere che nessuna definizione specifica adeguatamente i confini precisi del concetto del disturbo mentale”.
Nonostante questa ammissione, rimane il fatto che quanto maggiori sono le definizioni di disturbi mentali riportate nel D.S.M., quanto maggiori sono le etichettature, cioè le cosiddette diagnosi, tanto maggiori diventano le prescrizioni di farmaci.
Per ogni comportamento che potrebbe essere considerato al massimo come strano, la psichiatria ha un nome, una definizione e dietro al  nome di una diagnosi ci sarà, sempre pronta, una pillola per quel disturbo.
I D.S.M. hanno lo scopo dunque di fornire una diagnosi e quindi una giustificazione per poter somministrare uno psicofarmaco al paziente. Grazie al D.S.M. ogni anno vengono compilate quasi 600 milioni di ricette di psicofarmaci.
I dati parlano da soli: nel 98-99% dei casi, le persone entrate in uno studio psichiatrico, riceveranno una diagnosi specifica che giustificherà l’uso di uno psicofarmaco, che é una vera e propria droga.
Ma tutto questo ancora non basta.
La prossima edizione del manuale, la quinta, uscirà entro maggio 2013.
Agli attuali 374 disturbi ne saranno aggiunti, senz’altro, ancora alcuni nuovi che allargheranno gli orizzonti delle diagnosi e delle prescrizioni e andranno a rimpinguare le sempre più floride casse delle lobbies farmaceutiche.
Ecco qualche anticipazione di definizione proposta per il nuovo manuale:
-         “Disturbo da accumulo”: si è malati quando qualcuno ha qualche difficoltà ad eliminare e/o buttare via le cose, gli effetti personali. 
-         “Disturbo da abbuffata compulsiva”, se qualcuno mangia troppo.
-         “Disturbo di stuzzicarsi la pelle”, se qualcuno si gratta e/o graffia la pelle.
-         “Disturbo del temperamento irregolare”. Questo comportamento include tutti quei bambini i cui capricci non rientrano nel disturbo bipolare, condizione questa di buona parte dei giovani.
-         “Disturbo da dipendenza da internet”, presentato come una spiritosaggine nel 1997. Oggi circa 25 milioni di navigatori incalliti rischiano la pillola.
-         “Sindrome di rischio di psicosi” o anche “Sindrome di sintomi psicotici attenuati”. In questo caso si vogliono includere tutte quelle persone, in realtà assolutamente equilibrate, le quali secondo la psichiatria potrebbero essere in futuro a rischio di sviluppare una malattia mentale.
Cosa significa questo?
Significa che gli psichiatri sanno anticipatamente che una persona sana avrà un grave disturbo mentale e senza bisogno di alcun tipo di esame.
Risulta più che mai evidente come il fatto di poter addirittura identificare persone pre-psicotiche, sia un’industria enorme e soprattutto illimitata.
 
-         “Disturbo dello shopping compulsivo”.
-         “Disturbo dell’apatia”.
-         “Sindrome di estraniazione da genitori ”.
-         “Disturbo delle relazioni”.
-         “Disturbo dell’esplosione intermittente”.
...............
Questo però é solo parte dell’elenco delle nuove categorie di malattie in attesa di essere curate, naturalmente, con psicofarmaci.
Secondo lo psichiatra Allen Frances, l’introduzione di nuovi disagi psichiatrici potrebbe includere tutta la popolazione mondiale.
Solo in Italia potrebbero essere classificati nella categoria di ansia mista e depressione, almeno 3 milioni di potenziali pazienti grazie al D.S.M.-V.
Si pensi che perfino un “dolore da lutto”, quindi una reazione del tutto normale, potrebbe essere diagnosticata come depressione.
Al pari di una vorace piovra ad ogni edizione il D.S.M. allarga a dismisura il proprio mercato di potenziali pazienti-clienti
(...)

Fonte: http://www.disinformazione.it/dsm_diagnosi_inventate.htm

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